Cronaca
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Caso Arcimboldo Malvezzi: 'Galimberti spieghi cosa vuol farne'

Anche il consigliere regionale Ncd Carlo Malvezzi interviene nel dibattito sul prestito che il Comune di Cremona ha deciso di non concedere ad Expo: il quadro cioè dell’Ortolano di Arcimboldo custodito nelle sale della Pinacoteca del Museo Civico, opera che ha ispirato la mascotte dell’esposizione universale.

“Avevo deciso di non intervenire nel dibattito sulla concessione in prestito dell’Arcimboldo alla Regione Lombardia in occasione dell’Expo 2015”, scrive Malvezzi. “Lo faccio dopo aver letto lo straripante fiume di parole con il quale il Sindaco di Cremona risponde all’Assessore  Cappellini: nega il prestito dell’opera, evitando però  accuratamente di dettagliare quali iniziative intende mettere in campo per attrarre i visitatori sul nostro territorio e con quante e quali risorse intende sostenerle, viste le gravi difficoltà economiche nelle quali navigano tutti gli enti locali. Intervengo non perché credo che questa posizione segni i destini della città, ma perché non mi riconosco nell’atteggiamento assunto dal Sindaco di Cremona.  La richiesta di Regione Lombardia nasce con l’obbiettivo dichiarato di valorizzare le peculiarità dei territori lombardi e nazionali chiedendo a tutti di concorrere alla riuscita della manifestazione, obbiettivo peraltro recentemente rilanciato dal Presidente del Consiglio Renzi durante la  visita ai cantieri Expo. Proprio in questa prospettiva Regione Lombardia, che sta concretamente costruendo una collaborazione tra gli enti, ha recentemente stanziato 10 milioni di euro per co-finanziare progetti promossi dai territori lombardi, compreso quello cremonese per il quale la Camera di Commercio sta svolgendo il ruolo di capofila. La Regione Lombardia stanzia risorse certe e sostiene i progetti, il Comune di Cremona chiacchiera e rifiuta la collaborazione. In tutti questi anni le diverse amministrazioni hanno con orgoglio promosso la città di Cremona e il suo territorio proprio attraverso  accordi di prestito di strumenti antichi ed opere d ‘arte con altri enti nazionali e internazionali, ottenendo significativi apprezzamenti e tangibili ritorni di immagine. E’ proprio quell’immagine che rischia di essere compromessa alla vigilia dell’evento internazionale, restituendo, attraverso la stampa nazionale, la fotografia di una città autoreferenziale ed egoista. In questo tempo, così avaro di opportunità di conoscere la bellezza, e’ sostenibile che un’opera d’arte sia nell’esclusiva disponibilità di chi la detiene? Non susciterebbe maggior curiosità anche per la città l’esposizione dell’opera alla vista di milioni di visitatori di tutto il mondo, concordando con Expo le migliori modalità per promuovere Cremona? Una città che vuole puntare sulla cultura e sul turismo vive di relazioni e la responsabilità dei suoi amministratori e’ di costruirle ed alimentarle, non ricorrendo a stravaganze, ma continuando ad essere interlocutori credibili e autorevoli nel mondo. Per questo confido che il Sindaco di Cremona abbia l’autonomia e il coraggio per riconsiderare la sua scelta”.

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