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'Basta subire': il commercio non pagherà la seconda rata Tari

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Foto Sessa

Sospensione dal pagamento della seconda rata Tari. Questa la richiesta che le associazioni del commercio e dell’artigianato lanciano alle imprese cremonesi, e non solo a quelle che più subiscono il salasso Tari, con aumenti rispetto all’anno scorso, fino al 600%. Non uno sciopero, ma una forma di autodifesa per “difendere il diritto di fare impresa”. Tutte le aziende sono chiamate a partecipare all’astensione fiscale, in segno di solidarietà con chi è maggiormente penalizzato. Rappresentanti e presidenti delle associazioni presenti nel pomeriggio in sala Mercanti hanno sciorinato le ragioni per cui la Tari 2014 è “sopruso, una tassa iniqua e ingiusta, la goccia che fa traboccare il vaso di una pressione tributaria non più sostenibile  e i dati sulle chiusure di attività sono lì a dimostrarlo”. Le parole di Berlino Tazza, presidente Asvicom,  riassumono il pensiero degli altri presenti: Achille Mazzini di Confartigianato, Claudio Pugnoli, presidente Ascom Confcommercio, Giuseppe Bini, presidente Confesercenti e Giovanni Bozzini, presidente Cna.

La sospensione dal pagamento della seconda rata durerà finchè il Comune non darà risposte diverse da quelle date finora. “Non sono bastati lunghi incontri, riunioni, discussioni, contraddittori sul tema Tari con il Comune di Cremona per far capire a questi amministratori della città che subire aumenti 100, 200, fino al 600 percento per tanti imprenditori oggi è insostenibile”, ha detto ancora Tazza. “L’unica risposta che ci è stata data è “la legge dice così e noi applichiamo la legge” o peggio ancora “abbiamo ereditato questo problema e noi non abbiamo colpa. Ma il sindaco e i suoi assessori sono stati chiamati dai cittadini a cercare di risolvere i loro problemi”.

Lo scopo è di ottenere dal Comune il ricalcolo degli importi 2014 e la condivisione dei criteri per stabilire i  nuovi coefficienti 2015. Chiesta infatti l’istituzione di una commissione paritetica, per essere parte del processo decisionale in materia di tassazione.

Pugnoli ha elencato le tante risposte non convincenti ricevute nei tre mesi di contrattazione con il nuovo sindaco e il nuovo assessore al Bilancio: “La nostra è una reazione difficile. Ma non ci hanno mai spiegato perchè, ad esempio, 5600 aziende – tante ne sono censite in Camera di Commercio – debbano pagare il 46% di tutto il costo di raccolta e smaltimento rifiuti. Il Comune non ci convince quando dichiara che in 15 anni non si è ancora riusciti a conoscere dall’ente gestore (Aem, ndr), dati analitici  sulla produzione rifiuti nelle varie categorie; non ci convince quando dice che non si possono trovare altre risorse in bilancio per il fondo di solidarietà in modo da attenuare per qualcuno  l’esborso Tari”. E secondo il presidente Ascom, il Comune non avrebbe neppure fornito i dati relativi alle 1000 aziende che hanno avuto aumenti superiori al 20%, “in modo da farci capire se il fondo da 100 mila euro serva a qualcosa o sia solo una pillolina”.

Dunque dalla saletta Mercanti l’annuncio della lotta ad oltranza contro il caro Tari, mentre dall’altro lato di via Baldesio  l’assessore Manzi sta lavorando sulle variazioni di Bilancio.

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