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Ciclabile Cava, primo lotto da novembre Per il resto tutto dipende dal privato

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Ai primi di novembre partirà il primo lotto della pista ciclabile di Cavatigozzi. Lo ha annunciato in commissione Ambiente l’assessore Alessia Manfredini.
Per quanto riguarda il secondo lotto, ancora non è stato ritirato il permesso di costruire dal privato (che, come opera di scomputo, si era impegnato alla realizzazione di tale opera). “Ma il Comune sta lavorando affinché si possa arrivare al più presto all’avvio dei lavori, cercando di sollecitare il privato” ha evidenziato Manfredini.

I lavori in commissione Ambiente sono cominciati alle 17. Presente una folta delegazione  di residenti del quartiere che da anni attende l’infrastruttura. Inizialmente opera collaterale alla realizzazione del Terzo Ponte, la pista ciclabile ha avuto un’improvvisa accelerazione sul finire del mandato Perri, con la possibilità offerta dal Pgt, che sia un privato a farsi carico della realizzazione, a scomputo oneri urbanistici. La prima gara per l’assegnazione dei lavori – 1,2 km, dallo stabilimento Corazzi di via Milano, fino a via Picenengo, è stata portata a termine dal privato Iniziative Immobiliari srl e i lavori partiranno appunto da novembre. Impresa aggiudicatrice  l’immobiliare Raffaella di Monticelli d’Ongina, con un ribasso del 5%.

Per il secondo lotto, invece, lo stato di avanzamento della pratica è più arretrato in quanto la convenzione con il privato “Palazzo Visconti” non è stata avviata e non è stato ancora ritirato permesso di costruire; manca inoltre il parere della Soprintendenza in ordine all’intervento edilizio.

Quello che cambia rispetto a prima, in sostanza, è il tracciato della pista, come ha spiegato l’ingegner Marco Pagliarini, direttore dei lavori pubblici. L’idea della Giunta Galimberti, in sostanza, di spostare la pista dalla strada di due metri verso l’interno, sfruttando il fatto che il Comune potrà acquisire la ex Polveriera dal Demanio (la risposta, a una richiesta fatta lo scorso dicembre, è arrivata 20 giorni fa) e quindi potrà sfruttare quel terreno. Questo per quanto riguarda il primo lotto. Per il secondo sarà invece necessario effettuare degli espropri e questo, come evidenzia l’assessore Manfredini, “comporterà l’allungamento delle tempistiche di alcuni mesi”. Tempistiche che comunque non sono certe, in quanto il privato ha tre anni di tempo da quando ritira il proprio permesso di costruire, per far partire i lavori.

Sul tavolo c’è pmoi la questione sicurezza: secondo l’assessore Manfredini il progetto stilato dalla Giunta Perri “non era sicuro, in quanto la pista correrebbe a fianco della strada e mancherebbero quelle opere accessorie che consentano di renderla maggiormente sicura”. Secondo l’assessore Manfredini il progetto stilato dalla Giunta Perri “non era sicuro, in quanto la pista correrebbe a fianco della strada e mancherebbero quelle opere accessorie che consentano di garantire ai ciclisti una maggiore sicurezza”.
 Una posizione contestata dal consigliere comunale Ncd Federico Fasani e dal consigliere di Forza Italia Giorgio Everet, che hanno ribadito che si trattava di un progetto “approvato da tecnici ed esperti comunali, che era stato dichiarato sicuro. Qui si tratta di una volontà politica di fare qualcosa di diverso”. Volontà condivisibile, secondo i consiglieri, “ma non accettiamo che ci si accusi di aver realizzato un progetto non sicuro”.

Peraltro la variante al progetto previsto dalla Giunta Galimberti costerebbe altri 500mila euro, che andrebbero ad aggiungersi ai 700mila già a carico del Comune (mentre i restanti 800mila sono quelli derivanti dall’investimento dei privati), per un costo totale di 2 milioni di euro, contro il milione e mezzo della versione iniziale. Soldi che, garantisce Manfredini, “ci impegneremo a reperire e che verranno individuati nel Piano delle opere pubbliche che presenteremo tra 15 giorni”.

“L’importante – hanno sottolineato i residenti del Comitato di quartiere – è che la pista si faccia, più o meno sicura che sia. Sono 30 anni che la aspettiamo, non siamo più disposti a proroghe”.

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