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'Guerra' contro il rumore ad Annicco, il giudice respinge il ricorso

annicco

Nella foto, da sinistra il sindaco e la presidente della Pro Loco, l’avvocato Ghisalberti, Cristian Callini e l’avvocato Fecit

AGGIORNAMENTO – Respinto dal giudice Giulio Borella il ricorso presentato da tre nuclei familiari di Annicco contro Comune e Pro Loco a proposito del troppo rumore provocato da 28 manifestazioni organizzate tra maggio e settembre di quest’anno in  piazza Misani, teatro dei principali eventi serali all’aperto. Il  giudice, che oggi ha sciolto la riserva, ha sostanzialmente accolto gli argomenti presentati dall’avvocato Anna Fecit, che assisteva le tre famiglie (nella prima udienza era presente Cristian Callini in rappresentanza dei tre  nuclei familiari), ma nella causa civile non sono stati dimostrati danni alla salute. “Avevamo già cercato un accordo in tre incontri”, ha commentato il sindaco di Annicco Maurizio Fornasari, difeso, insieme alla presidente della Pro Loco Silvana Scaramuzzi, dall’avvocato Antonio Ghisalberti. “Tutte le manifestazioni erano già state approvate dalla precedente amministrazione, ma noi eravamo intenzionati a togliere due dei sei eventi che ancora mancavano. Avevamo anche proposto un incontro a settembre prima di mettere a punto il calendario dell’anno prossimo, ma da parte delle famiglie non c’è stata alcuna apertura”. “Anche se sono cinque anni che sono in ballo con questa cosa”, ha continuato il sindaco, “hanno voluto fare questa azione solo adesso. Ma se ci fosse stato un danno alla salute non avrebbero aspettato cinque anni”. “Ad Annicco”, ha spiegato il primo cittadino, “manifestazioni dal vivo sono sempre terminate a mezzanotte, addirittura mezz’ora prima di quanto stabilito dall’autorizzazione. Poi ovvio che bisogna smontare le attrezzature e per farlo ci vuole il suo tempo. Siamo consapevoli che gli eventi erano molti, ma per l’anno prossimo abbiamo in programma di rivedere le cose”. Nella causa, il giudice ha compensato le spese. “Ho speso dei soldi per un capriccio”, ha concluso il sindaco. “Quei soldi potevano essere impiegati in un altro modo”.
“Dalla nostra”, aveva spiegato ieri l’avvocato Fecit per la controparte, “abbiamo tre perizie che evidenziano come si sia superato il limite delle immissioni acustiche consentite nei luoghi di lavoro”. Al giudice Borella, l’avvocato Fecit aveva prodotto una sentenza del 2011 nella quale il tribunale di Firenze ha ritenuto “ragionevole e conforme alla natura della tutela d’urgenza che la richiesta di inibitoria sia avanzata per il futuro al fine di prevenire un danno che altrimenti sarebbe irreparabile”.
“Non abbiamo nulla contro  eventi o manifestazioni di alcun genere”, aveva aggiunto ieri Cristian Callini, “ma si dovrebbero svolgere altrove, non in piazza”.  Da parte sua, l’avvocato Fecit aveva rilevato che in particolare in una delle manifestazioni di agosto “le immissioni di rumore hanno raggiunto livelli preoccupanti, con picchi di 79,5 dBa per un’ora circa (dalle 22 alle 23) e tali rumori non sono rientrati nei limiti previsti neppure dopo le 24. La perizia, infatti, nel quarto d’ora successivo alla mezzanotte, ha rilevato valori differenziali stimabili in 15 dBa contro i 3 ammessi in notturno”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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