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Minoranza sfilacciata in Comune, Nolli ringrazia Everet

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Forza Italia al lavoro, dopo la débacle elettorale e un certo spaesamento nel ruolo di minoranza in consiglio comunale. La voce dell’opposizione sulle variazioni di Bilancio varate dalla giunta Galimberti  è stata solo quella dei due assessori uscenti Maria Vittoria Ceraso (lista civica di Perri) e di Federico Fasani, Ncd. Il terzo ex assessore in  Consiglio, Luigi Amore, ha addirittura votato a favore del bilancio targato centrosinistra, con pubblica dichiarazione di contrarietà al preventivo varato quando era assessore. Ma soprattutto ha suscitato scalpore, in consiglio comunale, l’assenza di una qualunque difesa all’operato dell’ex vicesindaco Roberto Nolli (principale artefice del bilancio) da parte del gruppo FI. L’occasione l’aveva data Luca Burgazzi del Pd che, in riferimento all’attivismo dell’ex vicesindaco sui social network e  alla scelta di non candidarsi, aveva detto che probabilmente il motivo era che “sapeva di non prendere neanche 20 voti’. Il solo Giorgio Everet, certamente non vicino a Nolli negli ultimi cinque anni, ha dato mostra di voler replicare, ma il capogruppo Ferruccio Giovetti non ha aperto bocca, e nemmeno i consiglieri Ghidotti e Ventura. Nolli ha successivamente ringraziato l’ex collega di partito attraverso facebook: “Un grazie personale, vero e sincero a Giorgio Everet”,  ha scritto. Con Fi in queste condizioni, sembra piuttosto Federico Fasani, Ncd, colui che può giocare un ruolo centrale di catalizzatore delle forze disperse del centrodestra. Piccolo particolare: a Roma Ncd è alleato del Pd, a Cremona no.

“Le osservazioni alle variazioni di Bilancio – spiega Carloalberto Ghidotti, consigliere e segretario cittadino FI – sono state fatte da chi era in giunta nella passata amministrazione e conosceva i numeri. Il gruppo di Forza Italia, già variegato, non ha ricevuto dall’ex vicesindaco le necessarie informazioni per entrare nel merito di un bilancio al quale, ripeto, nessuno di noi aveva direttamente partecipato. E questo nonostante a Nolli l’avessimo chiesto”. Ghidotti non nasconde le difficoltà a impersonare il ruolo di minoranza: “Siamo solo in quattro, mentre nelle passate amministrazioni eravamo stati anche in 11. In questo modo è molto più difficile intercettare le varie situazioni problematiche della città. Per questo, stiamo riallacciando le fila del gruppo di persone che avevano dato la loro disponibilità ad entrare nella lista per le amministrative, poi non elette. Faremo dei gruppi di lavoro esterni al Consiglio, ma fondamentali per aiutare i consiglieri a rappresentare  in Comune i vari problemi”. Ghidotti, nominato direttamente dal coordinatore regionale Gelmini, opera in sintonia col coordinatore provinciale Mino Jotta, oggetto da tempo di una fronda interna (vedi i turbolenti trascorsi con gli ex An) che  però non è riuscita ad esprimere un successore.

Indubbio che Forza Italia cittadina paghi il pegno di una situazione provinciale, regionale e nazionale tutt’altro che definita. A livello provinciale, la segreteria Mino Jotta-Simone Beretta (quest’ultimo responsabile enti locali) è fortemente messa in discussione da molti sindaci di area. Un banco di prova sono state le riunioni per trovare il candidato alla presidenza della Provincia (si vota il 12 ottobre). Alla fine la scelta è caduta su Antonio Agazzi, candidato di mediazione, ma in prima battuta i nomi proposti da Jotta sarebbero stati quelli di Paolo Abruzzi, sindaco di Sospiro, e di Spino d’Adda Paolo Riccaboni:  la scelta tra uno dei due avrebbe ulteriormente spaccato i sindaci del centrodestra. Malumore sta creando anche la nomina di Fabio Bertusi a presidente di Fondazione Sospiro, colosso regionale nel settore socio sanitario. Bertusi è braccio destro del vicepresidente della Regione e proprietario di cliniche private Mario Mantovani. Vicini allo stesso Bertusi e a Jotta sono anche gli altri due componenti di maggioranza indicati dagli enti locali, comune di Sospiro e Provincia (dove la nomina è stata fatta dal commissario Pinotti, FI). Un accentramento di cariche importanti che dà fastidio agli esclusi. Mancanza di dialogo e di consultazioni con la base territoriale e mancanza di rinnovamento ai vertici dopo la débacle elettorale, costituiscono alcune delle pecche rimproverate alla gestione provinciale. Inoltre una parte degli amministratori ex Pdl, dopo la sua frantumazione si è spostata nell’orbita di Ncd, il partito dell’ex presidente della Provincia Massimiliano Salini. Secondo alcuni starebbe per nascere in area cremasca una fondazione che possa dare voce e ruoli ai delusi di Forza Italia. Dall’altra parte, quella di Jotta, attualmente vincente, si fa presente che i veleni sono sparsi solo da chi non ha ottenuto vantaggi dal ruolo politico e che un territorio ampio e frammentato (115 amministrazioni comunali) lo governi solo con la mediazione e le pazienti ricuciture, non con le rotture. Le elezioni provinciali del 12 ottobre saranno un banco di prova per misurare il consenso che l’attuale leadership riscuote tra sindaci e consiglieri eletti. La cosiddetta lista dei sindaci, “Provincia Partecipata – Cantiere civico” è il segno che tanti amministratori ormai si sentono stretti negli abiti di un partito, di destra o di sinistra che sia. Ne sa qualcosa anche il Pd.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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