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La chitarra di Attademo il 4 ottobre al Museo Civico

Luigi-Attademo

Sabato 4 ottobre alle 16 al Museo Civico di Cremona appuntamento con “Luigi Attademo e la chitarra tra Sette e Ottocento”. Precederà il concerto una riflessione di Mina Gregori su arte e musica e la visita guidata a Le Stanze per la musica (ore 15). Il recital permetterà di ascoltare alcuni tra gli strumenti della Collezione Carlo Alberto Carutti esposte nelle Stanze per la Musica. Precede il concerto una riflessione di Mina Gregori su arte e musica e la visita guidata a Le Stanze per la musica (ore 15).
All’inizio del diciottesimo secolo la chitarra ed il suo repertorio subiscono importanti evoluzioni. Il primo protagonista di quest’età fulgida è Niccolò Paganini. Il grande violinista genovese si dedica alla chitarra fin dagli anni giovanili, profondendo anche nella scrittura impegno tuttaltro che avventizio. In questo catalogo la Grande Sonata in la maggiore, originariamente pensata con accompagnamento (ad libitum) di violino, rappresenta un vertice dellarte paganiniana.
Lontano dalle influenze classiche viennesi, il brano rispecchia tutte le cifre caratterizzanti la poetica dellautore: lestremo virtuosismo, una vena melanconica molto intimista e una propensione per la cantabilità donde è facilmente avvertibile la prossimità di questa pagina con l’Opera.
La stessa influenza melodrammatica ispira anche le composizioni di Mauro Giuliani. Grande figura della chitarra agli inizi dellOttocento, conobbe enorme successo nella Vienna di Beethoven e Salieri. Nelle Rossiniane Giuliani impiega il materiale tematico di celebri opere del genio pesarese per mettere in luce tutte le risorse tecniche ed espressive dello strumento.
Ugualmente Fernando Sor, antagonista di Giuliani, dimostra tutta la sua affinità con il belcanto variando laria O cara Armonia, trasposizione in italiano dell’originale Das klinget so herrlich dellopera Die Zauberflöte di Mozart, che la soprano Angelica Catalani aveva reso celebre allinizio dellOttocento.
Quasi ad emulare Paganini, Luigi Legnani propone nei Capricci op.20 la stessa combinazione di pirotecnico virtusismo e fluente melodismo che rimanda immediatamente alla scrittura di Rossini. Un lessico musicale conciso, quasi aforistico, e leclatante arditezza del gesto esecutivo sottolineano il carattere di unicità di ogni brano e lo qualificano come espressione pienamente romantica.
Precede il concerto una riflessione di Mina Gregori su arte e musica e la visita guidata a Le Stanze per la musica (ore 15). Si accede al concerto ed allincontro con il biglietto di ingresso al Museo Civico (euro 7).

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