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Cremonesi generosi: 860mila euro raccolti da Caritas contro la crisi

poverta

Ben 860mila euro è valsa la generosità dei cremonesi in risposta alle emergenze legate alla crisi. Il dato emerge dal volume “Crisi economica e Caritas Lombarde: progetti, storie e interventi”. E quella cremonese risulta essere una delle Diocesi in cui si è dato di più, con importo più alto di territori come Como, Crema, Mantova, Pavia e Vigevano. La Caritas cremonese ha quindi messo a disposizione, nei quattro anni della crisi, ben 860mila euro.

Come è spiegato sul sito della Diocesi Cremona, nel volume “Crisi economica e Caritas Lombarde: progetti, storie e interventi” sono raccolte le buone prassi sperimentate nei vari territori. Agli interventi di tipo assistenziale (prestiti una tantum a fondo perduto per il pagamento delle utenze e dei buoni alimentari) sono stati affiancati interventi per l’inserimento lavorativo, sostegni al reddito familiare attraverso microcrediti, aiuti specifici (ad esempio il sostegno economico per le spese scolastiche), incentivi all’auto-mutuo aiuto. Fondi privati sono stati integrati con quelli pubblici erogati dagli enti locali e nuove collaborazioni sono nate tra cooperative sociali, associazioni e gruppi parrocchiali.

Tra i molti racconti di vita raccolti dal Centro d’ascolto di Caritas Cremonese uno dei più emblematici parla di una famiglia con due figli in età scolare. Il padre, Piero (nome di fantasia), è un grande lavoratore e con la sua attività è sempre riuscito a mantenere dignitosamente la famiglia e a far studiare i figli: la figlia maggiore al liceo, il figlio minore alle medie; la moglie è casalinga. Purtroppo, a causa della crisi economica, la situazione  si è drammaticamente aggravata: la ditta per la quale Piero lavorava è fallita, lasciando insoluti i pagamenti dei propri collaboratori negli ultimi sei mesi. Non avendo i requisiti, Piero non ha neppure maturato il diritto all’indennità di disoccupazione e i debiti per le utenze, gli affitti e numerose altre voci si sono accumulati rapidamente. Per il nucleo persino le tasse scolastiche dei figli sono diventate una spesa difficile da affrontare, una volta esauriti i pochi risparmi accantonati.

Per Piero sembra però essersi recentemente aperto uno spiraglio legato a una possibilità di lavoro: anch’esso, però, legato alla mancanza di denaro che rende difficile la sostenibilità immediata delle spese di trasferta in una città vicina. Caritas Cremonese, dopo aver ascoltato la storia della famiglia presso il Centro d’ascolto e dopo averne verificato la documentazione lavorativa e debitoria, apprende che Piero, come molti altre persone disoccupate sul territorio cremonese, non ha mai attraversato un momento di crisi economica così profondo e conseguentemente non si è mai rivolto né alla parrocchia per il sostegno alimentare, né alla Caritas diocesana per chiedere un aiuto economico e neppure ai Servizi sociali del Comune. L’equipe Caritas delibera pertanto di poter sostenere questo nucleo sia per le tasse scolastiche dei figli, sia per le utenze, ormai a rischio taglio, sia per la ripresa lavorativa del capofamiglia.

Per riuscirvi il “Sostegno a vicinanza” è lo strumento ideale: l’iniziativa promossa dalla Caritas diocesana intende promuovere infatti la solidarietà tra le comunità cristiane cremonesi e contemporaneamente rilanciare “prospettive di speranza” – come le ha definite il vescovo Lafranconi – per quei nuclei familiari che sono provati dalla crisi occupazionale che da anni attanaglia il Paese.

Il “Sostegno a vicinanza”, infatti, prevede che gruppi di famiglie, parrocchie od oratori si prendano in carico una famiglia bisognosa attraverso un aiuto sistematico, anche di carattere economico. Attraverso questa iniziativa chi lo desidera si affianca ad altre famiglie in difficoltà, non soltanto attraverso un’offerta “una tantum”, ma con un accompagnamento costante che offra maggiore tranquillità e sicurezza. A chi aderisce la Caritas dà “in affido” una famiglia concreta con alle spalle una storia difficile, facendo in modo che i donatori sappiano (pur mantenendo la forma dell’anonimato del beneficiario) in che modo saranno utilizzate le risorse versate.

La proposta del “Sostegno a vicinanza”, che è stata presentata nell’agosto 2012, finora ha potuto contare su una raccolta totale di circa 36.000 euro, utilizzati principalmente per pagare utenze, spese scolastiche o sanitarie, rinnovo documenti di soggiorno a 40 nuclei familiari. Una iniziativa promossa e coordinata dalla Caritas che è stata realizzata non solo a livello diocesano attraverso gli Uffici della Caritas, ma anche nelle singole parrocchie o unità pastorali.

Rimane inoltre attivo il “Fondo Famiglie”, istituito per la Quaresima del 2009 e che a oggi ha distribuito oltre 540.000 euro, a cui occorre aggiungere i 345.000 euro erogati con il microcredito grazie alla collaborazione con la Banca Cremonese (175.000 euro già restituiti). Dal 2009 sono stati erogati aiuti a 1.874 famiglie in difficoltà con il “Fondo famiglie” e 182 nuclei sono stati sostenuti con il microcredito.

Sempre il sito della Diocesi, analizza la situazione della povertà a Cremona, che risulta essere cambiata negli ultimi anni. come evidenziano i dati dell’osservatorio della Caritas. La crisi economico-finanziaria ha determinato l’estensione dei fenomeni di impoverimento ad ampi settori di popolazione, non sempre coincidenti con i “vecchi poveri” del passato. Aumentano gli utenti e soprattutto gli italiani, cresce la multi-problematicità delle persone, con storie di vita complesse, di non facile risoluzione, che coinvolgono tutta la famiglia. La fragilità occupazionale è molto evidente e diffusa. Aumentano gli anziani e le persone in età matura (36-55 anni): la presenza in Caritas di pensionati e casalinghe è ormai una regola, e non più l’eccezione. Si impoveriscono le famiglie immigrate (anche di lungo periodo) e peggiorano le condizioni di vita degli emarginati gravi, esclusi da un welfare pubblico sempre più residuale.

Anche la Caritas Cremonese ha subito gli effetti della crisi economica: se i dati più evidenti risultano dal numero di famiglie e persone che si sono rivolte al centro d’ascolto chiedendo un sostegno economico, non va dimenticato il progressivo aumento di richieste di collaborazione nel sostegno alle nuove forme di povertà da parte dei Servizi sociali dei Comuni presenti in diocesi.

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