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Diocesi contro la notte di Halloween 'Oratori non alimentino confusione'

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Anche quest’anno la Diocesi interviene apertamente contro Halloween, “una ricorrenza che poco o nulla ha a che fare con la sensibilità cristiana sulla morte e con la fede nella risurrezione”. Il messaggio è lanciato da don Paolo Arienti, direttore dell’ufficio diocesano di pastorale giovanile, tramite diocesidicremona.it. Don Arienti invita gli oratori “a non alimentare la confusione lasciando spazio a serate e a tema ‘streghe’ o simili”.

“Da diversi anni la vigilia dei Santi – si legge nell’intervento pubblicato sul sito web diocesano – è attraversata dal richiamo ad Halloween. Da tempo si conoscono origini e caratteri di una ricorrenza che poco o nulla ha a che fare con la sensibilità cristiana sulla morte e con la fede nella risurrezione. Dal punto di vista del costume Halloween assomiglia più ad un carnevale autunnale, giocato sulle corde dell’emozione e del divertimento macabro. Altra è la considerazione che i cristiani esprimono sulla morte e sulla vita oltre la morte, posta non sotto la condizione del privato o del terribile, ma nelle mani del Signore della vita. In più la solennità liturgica dei Santi, che celebra con cuore allargato in un unico abbraccio i tanti fratelli anonimamente santi e martiri per la verità, la carità e la speranza, rimanda ad uno spazio di luce e di  comunione, mentre non evoca per nulla presenze spettrali e terribili. In tal senso gli oratori sono invitati a non alimentare la confusione lasciando spazio a serate e a tema ‘streghe’ o simili. Il tutto nel rispetto della libertà di ciascuno, ma anche degli oratori stessi che come spazi educativi cristiani non si confondono con la pubblica piazza o con la moda del momento”.

“Da tempo – prosegue don Arienti – esistono esperienze di proposta di animazione e preghiera, adatte ai ragazzi di elementari, medie e superiori, che costituiscono una vera e propria alternativa (chiara e serena) ad una moda a tratti banale e superficiale. In alcuni oratori si è dato spazio al tema della luce e ad attività che sono poi sfociate nel rendimento di grazie per il mistero della comunione dei Santi in cui tutti siamo immersi e che va ancora annunciato ai più giovani. Alcuni promuovono una vera e propria festa per i Santi, altri organizzano grandi giochi a tema. Spazio alla fantasia, perché la serata dei Santi sia un momento sereno e bello, educativamente prezioso”.

Conclude il direttore dell’ufficio di pastorale giovanile: “Più in generale la Novena dei morti e la Festa dei Santi sono occasione per riprendere, anche con gli educatori e i genitori, alcuni passaggi sul vivere e sul morire oggi: generalmente la malattia terminale e la morte sono ospedalizzate e ai più piccoli è sottratta, spesso per paura e per rimozione, l’esperienza del trapasso di una persona cara. A volte le famiglie scelgono di non far partecipare neppure al funerale. La morte resta così un tabù estromesso dalla sapienza della vita e dalla coscienza del suo mistero e vengono meno linguaggi e simboli che mediano un’esperienza tanto dolorosa quanto maturante”.

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