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Polizze 'tarocco': due condanne e quattro rinvii a giudizio

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Nelle foto, Aruta,  Muto e Salvatore

Due condanne con il rito abbreviato e quattro rinvii a giudizio. Questa la decisione del gup Letizia Platè riguardante l’indagine sulle ‘Polizze tarocco’ che aveva portato all’arresto di quattro persone. La pena più alta per Massimiliano Muto, 43 anni, residente a Napoli, difeso dai legali Antonio Prejanò e Manuela Zuzolo. Per lui, 3 anni e 8 mesi di reclusione contro i 3 anni e 4 mesi chiesti dal pm Laura Patelli. Giuseppe Aruta, 30 anni, nato a Nola, residente a Torricella del Pizzo, l’unico ancora in carcere, assistito dall’avvocato Giuditta Evangelisti, è stato invece condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione contro i 2 anni e 6 mesi chiesti dal pm. Entrambi dovranno risarcire le quattro compagnie assicurative (Toro, Sara, UnipolSai e Carige) con una provvisionale di 5.000 euro per ciascuna delle parti civili. Patrizio Salvatore, 30 anni, nato a Foggia, residente a Colorno, difeso dall’avvocato Silvia Farina, ed Eugenio Guaglione, 41 anni, residente a Napoli, assistito dall’avvocato Massimo Tabaglio, sono stati rinviati a giudizio. Per loro il processo comincerà il prossimo 20 gennaio. Gli altri due imputati rinviati a giudizio sono un 40enne di Bari, e un 45enne di Napoli. Per l’ultimo imputato, un 35enne di Palma Campania, il gup ha accolto l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata dai difensori. Gli atti del processo, dunque, saranno trasferiti alla procura di Nola. Per gli imputati, l’accusa è di associazione a delinquere, truffa ai danni dello Stato, ricettazione e falso. Per la procura, stipulavano polizze assicurative per veicoli in agenzie in provincia di Cremona con documentazione falsa per poi “girarle” a ditte e persone residenti in Campania. In questo modo pagavano premi ben inferiori rispetto a quelli previsti se li avessero pagati nella regione in cui risiedevano gli assicurati (considerata l’alta sinistrosità della Campania i premi raggiungevano cifre tre volte maggiori).
Quasi 300 le polizze “taroccate”, apparentemente destinate ad autocarri adibiti al trasporto merci, e in particolare a marmo in blocchi, che, in questo modo, ottenevano anche sconti riservati a queste categorie di merci. Ottenute le polizze, provvedevano a destinarle ai reali proprietari dei veicoli tutti residenti nelle province di Napoli e Caserta. Le indagini erano cominciate nell’ottobre del 2012.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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