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Tetti d'amianto in città, la denuncia dell'Osservatorio: 'Il Comune non ci ascolta'

“Se segnaliamo al Comune casi di possibile presenza di amianto non veniamo ascoltati. Per questo nel caso della ex Cavalli e Poli ci siamo rivolti direttamente al Noe di Brescia, saltando tutti i passaggi istituzionali”. Con queste parole Ivano Bonoldi, portavoce della sezione cremonese dell’Osservatorio nazionale Amianto, racconta la sua versione dei fatti sul sequestro dell’area di via San Bernardo. “Dalla nostra denuncia sono scattati i controlli e quindi il sequestro dell’area. Avevamo ricevuto una segnalazione da parte di una persona il cui figlio frequentava l’asilo lì vicino. Secondo questa persona, ogni volta che si tirava il vento, si alzavano dei polveroni di fibra di amianto. Cosa che è stata confermata dai nostri sopralluoghi”. Intanto altre due zone, una a Cremona e l’altra a Pizzighettone, in seguito alle segnalazioni pervenute dai cittadini, sono ora nel mirino dell’Osservatorio, che nei prossimi giorni interverrà per fare dei sopralluoghi.

“Il nostro rammarico è che le istituzioni siano assenti su questi temi. Con la precedente amministrazione non appena chiamavamo per segnalare qualcosa, qualcuno interveniva. L’assessore Bordi era molto sollecito, in questo senso. Ora invece non riusciamo mai ad avere riscontri. Anche per la Cavalli e Poli, dopo il sequestro né Comune né Asl si sono premurati di andare ad avvisare le aziende vicine della situazione”.

Ma ci sono altre segnalazioni che, secondo l’Osservatorio, sono rimaste inascoltate, anche dall’Asl. “Proprio di fronte all’ingresso della sede dell’Azienda sanitaria locale c’è una casa con tetti in amianto decisamente malridotti. L’ho fatto notare all’Asl, ma nessuno è intervenuto. Lo stesso vale per uno stabile in via Volturno, che ho segnalato invece al Comune, senza però ottenere alcun riscontro”.

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