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Treno sovraffollato, studenti lasciati a piedi: scatta la raccolta firme

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La situazione sempre più drammatica dei pendolari cremonesi, costretti quotidianamente ad odissee senza fine, dovute a ritardi, soppressioni e scarsa comunicazione, ha messo in allerta anche il Collettivo studentesco cremonese, che nel pomeriggio di mercoledì, nel giro di una manciata di minuti, ha raccolto ben 120 firme per protestare contro una situazione che sembra senza soluzione. “Ritardi, sovraffollamento e più ingenerale condizioni di viaggio disumane sono il comun denominatore di molte tratte ferroviarie che coprono l’intera penisola – dichiarano gli studenti in un comunicato -. Studenti e lavoratori pendolari sono i principali soggetti colpiti da questi problemi, data la necessità di usufruire del trasporto ferroviario quotidianamente.

La situazione è generalizzata, nonostante siano alcune tratte specifiche ad essere maggiormente coinvolte; a Cremona, dall’inizio dell’anno scolastico, il treno per Mantova delle ore 14:15, della disastrata tratta che collega le due città ha visto una diminuzione di quella che è la capienza totale dei vagoni messi a disposizione, ridotti a due, circa la metà di quelli necessari per garantire una condizione di viaggio dignitosa ai passeggeri. Conseguenza diretta è stata il verificarsi di fenomeni quali resse per accaparrarsi un posto a sedere o nel peggiore dei casi per non essere impossibilitati a salire”.

Dopo più o meno due mesi, ai circa 200 studenti che ogni giorno usufruiscono del trasporto ferroviario per tornare a casa, è parso chiaro come la situazione non fosse temporanea. “La scintilla è scattata lunedì 3 novembre, mentre il Collettivo Autonomo Studentesco di Cremona volantinava all’interno della stazione ferroviaria contro le condizione inaccettabili di viaggio riguardanti la tratta specifica, cogliendo anche l’occasione per scambiare più di qualche battuta con gli studenti che dimostravano la loro saturazione per il contesto che si era venuto a creare da settembre, i giovani pendolari raggiungevano il binario del treno in partenza e di fronte a loro trovavano un solo vagone, corrispondente a circa 90 posti a sedere a fronte di circa il doppio dei presenti. Dopo attimi di attesa e di rabbia, il controllore ha chiuso le porte ed ha fatto partire in tempi brevissimi il treno, non permettendo ad una sessantina di studenti di salire, fra lo stupore e l’indignazione generale. Nemmeno il tempo di organizzarsi e spontaneamente si è partiti verso la biglietteria, chiedendo di parlare con il Capo Stazione, dichiarato non reperibile”.

In quel momento è nata un’assemblea spontanea che ha rilanciato la necessità di rifiutare l’essere sottoposti quotidianamente ad una simile situazione, proponendo di intraprendere un primo momento di raccolta firme. Così in soli 20 minuti, mercoledì 5 novembre “sono state raccolte più di 120 firme, poste da studenti che hanno deciso di ribadire, anche attraverso questo strumento, il loro rifiuto nel continuare a vivere questa condizione, per di più pagando il biglietto”. Nella giornata di oggi la raccolta prosegue.

“Se anche di fronte alle firme non verrà trovata una risoluzione al problema, insieme costruiremo il percorso di rivendicazione per un trasporto dignitoso” conclude il Collettivo.

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