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Tolte impalcature dal nuovo oratorio di S.Pietro al Po

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Sono state tolte le impalcature dalla facciata dell’oratorio di San Pietro al Po, in corso di ristrutturazione per tornare ad essere utilizzato.  Nato nel 1914, grazie al lascito dei conti Albertoni, l’oratorio di via Giordano, conosciuto a tutti per la scritta che campeggia sulla facciata, “pei nostri fanciulli”, ha ospitato tra le sue mura migliaia di giovani cremonesi, fino alla chiusura. Le grida, i canti, i giochi di quei bambini si sono interrotti, ma tra poco tempo l’oratorio tornerà a vivere. Sotto l’occhio vigile di Don Roberto Musa, vicario di S. Pietro e S. Agostino, i lavori di ristrutturazione della struttura sono ormai pressochè conclusi; sono stati rimessi a nuovo anche gli interni con la creazione di nuovi spazi come una sala conferenze; il bar e la cappella, invece, non saranno più nella loro storica sistemazione. Per dare ulteriore valore alla sua riapertura, si è scelto di festeggiare la nuova vita di questa struttura entro la fine del 2014, a cento anni esatti dalla sua fondazione. L’obiettivo non è soltanto l’apertura di un oratorio ma la creazione di un punto di aggregazione per quella zona della città, aperto ai più piccoli e ai più grandi. Come negli altri grandi oratori cittadini (Cristo Re, San Michele, S.Francesco allo Zaist, tra gli altri) punti di riferimento per i rispettivi quartieri, si porrà anche per questo il problema della sorveglianza, compito al quale sono sempre più chiamati i laici, vista la penuria di sacerdoti in diocesi.

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