Un commento

Strisce in corso Garibaldi, il Comune tace sui costi della rimozione

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Corso Garibaldi, le operazioni di restyling della scorsa estate e la successiva rimozione non cessano di far discutere. Insoddisfatto delle risposte ottenute dall’assessore Barbara Manfredini in consiglio comunale il consigliere Ncd Federico Fasani aveva riaperto la questione con una interrogazione a risposta scritta piena di quesiti, dal rispetto del codice della strada e delle altre norme riguardo l’utilizzo di strisce blu, del tipo di vernice, a come fosse stato scelto l’artigiano che ha realizzato gli arredi in legno. Tra le richieste, anche il costo delle operazioni di rimozione, effettuate dopo appena due mesi (tanto era la durata della sperimentazione). Ora è arrivata la risposta all’interrogazione, che però non non fa del tutto chiarezza sui costi sostenuti da Aem, fornitore di questo tipo di servizi per il Comune, per la rimozione delle strisce,  qualcosa su cui tutti, politici e cittadini, da tempo si stanno interrogando. Altra risposta che non mancherà di alimentare ulteriore dibattito è quella relativa al tipo di collaborazione che c’è stata tra lo studio di architettura Qun e l’amministrazione comunale. Una collaborazione che l’assessore Manfredini insiste a chiamare “una proposta-idea e non certamente un progetto” e che invece per Fasani tale è.

In merito ai quesiti relativi alle problematiche dell’impiego di vernici e arredo urbano, evidenzia il Comune, “si riporta la definizione di area pedonale del Nuovo codice della Strada all’art. 3 ‘zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli a emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali’. Pertanto essendo corso Garibaldi (tratto in oggetto) una zona ove è vietata la circolazione dei veicoli (come ad esempio l’attuale piazza del Comune) non si rende necessario prevedere la congruità alle normative che regolamentano la segnaletica stradale delle vernici impiegate per la realizzazione dei disegni sulla pavimentazione”. Insomma, non si tratta di una strada aperta al transito, “gli arredi posati non avevano la funzione di dissuasori di sosta e non vigeva obbligo di evidenziarne i margini con materiale rifrangente”.

Il Comune interviene anche sulla diatriba in merito al fatto che un progetto avrebbe dovuto passare per un regolare bando, prima di essere messo in opera: “L’idea presentata dallo studio QUN è nei fatti e come dichiarato dal Dirigente del Settore lavori pubblici. Una proposta-idea e non certamente un “progetto” così come definito nell’art. 93 del D. Lgs. 163 del 12/04/2006″ evidenzia ancora il Comune, rimarcando che lo studio in questione attualmente “non ha nessun legame politico con il sindaco e che la professionalità è indipendente rispetto alla linea politica dei singoli”. Anzi, a dirla tutta, “i tre componenti dello studio, come professionisti facenti parte di un’associazione, sono stati premiati dalla precedente amministrazione con il bando ‘Think Town'”.

Per quanto riguarda il capitolo ‘spese’, il Comune evidenzia che “sono state sostenute da Aem e riguardano la posa di segnaletica, verniciatura e relativa cancellazione finale, attività tutte che rientrano nel contratto di servizio deliberato in data 11.02.1999, in forza del quale Aem spa gestisce i servizi del Comune di Cremona relativi alla segnaletica stradale”.

La ditta che ha eseguito i lavori, come evidenziano dagli uffici dell’amministrazione, “è stata individuata attraverso un’analisi di mercato, sulla base dell’economicità e della disponibilità immediata a fornire quanto richiesto, condizioni che hanno fatto optare per una realizzazione artigianale. Il conferimento d’ordine è stato quindi assegnato a seguito di una richiesta di preventivo e di trattativa diretta informale, al fine di ottenere il miglior prezzo possibile, cosi come documentate dagli scambi di corrispondenza giacente presso gli uffici”.

Infine, per quanto riguarda la realizzazione, i manufatti “sono stati confezionati sulla base di disegni costruttivi direttamente realizzati dagli uffici comunali e nessun contrasto si è rilevato nell’utilizzo degli stessi nell’ambito dell’isola pedonale in cui sono stati provvisoriamente collocati”.

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Commenti
  • Marco

    Nella risposta dell’Assessore Mnfredini rilevo una incongruenza: prima asserisce “che essendo corso Garibaldi una zona ove è vietata la circolazione dei veicoli non si rende necessario prevedere la congruità alle normative che regolamentano la segnaletica stradale delle vernici impiegate per la realizzazione dei disegni sulla pavimentazione”, però poi è testualmente scritto: “verniciatura e relativa cancellazione finale, attività tutte che rientrano nel contratto di servizio deliberato in data 11.02.1999, in forza del quale Aem spa gestisce i servizi del I Comune di Cremona relativi alla segnaletica stradale”.
    A questo punto sorge spontanea una domanda: se la verniciatura di corso Garibaldi non rientra nella segnaletica stradale perchè è stato affidato ad AEM che si occupa proprio ed esclusivamente della segnaletica stradale? A mio parere era necessario indire una gara per la verniciatura, con relativo bando e raltiva previsione di spesa, in modo di potere applicare correttamente la normativa in materia di appalti

    Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la Corte dei Conti di un affidamento così “informale”.