Commenta

Nasce la sezione investigativa antimafia E arriva il 'supermagistrato' Pennisi

dda-evi

Mentre in provincia tiene banco la questione ‘ndrangheta (dopo gli articoli di Cremona Oggi della settimana scorsa e dopo la notizia di sabato di un omicidio su cui al momento aleggia anche l’ombra della criminalità organizzata calabrese – vedi i link in basso) arrivano due novità molto importanti. Una è l’ormai certezza dell’apertura di una sezione della Direzione investigativa antimafia nel distretto giudiziario che comprende Cremona, oltre a Mantova e Bergamo, e che ha sede principale a Brescia. L’altra è l’applicazione, nello stesso distretto giudiziario, di un nuovo magistrato dalla grande esperienza in tema di ‘ndrangheta, Roberto Pennisi, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia.

Dell'Osso e Pennisi

Anticipazioni circa la possibile apertura di una sezione della Direzione investigativa antimafia (in cui lavora personale specializzato proveniente da varie forze di polizia) circolavano da alcuni giorni. Nelle scorse ore il procuratore generale del distretto giudiziario che include Cremona, Pier Luigi Maria Dell’Osso, ha annunciato, come si legge su Brescia Oggi, che nell’arco di una settimana “ufficiali e sottufficiali cominceranno a organizzare il lavoro” per l’avvio di una sezione Dia con compentenza sull’intero distretto e in grado di rafforzare l’attività d’indagine in sinergia con la magistratura, nel particolare con l’ufficio della Direzione distrettuale antimafia presente presso la Procura di Brescia (anche la Dia sarà collocata nel capoluogo bresciano). E a proposito di magistratura, su richiesta di Dell’Osso, la Direzione nazionale antimafia, come detto, ha deciso di applicare presso il distretto che fa capo a Brescia Roberto Pennisi. Pennisi, sottolinea Dell’Osso, è un “grande conoscitore della ‘ndrangheta”. Alle spalle di Pennisi esperienze in Calabria e anche all’ufficio della Direzione distrettuale antimafia di Bologna (ufficio che ha competenza sulla Romagna e sull’Emilia, territorio,  quest’ultimo, in cui hanno basi i gruppi ‘ndranghetisti crotonesi maggiormente interessati al territorio cremonese secondo molti investigatori esperti). Pennisi già da qualche anno invita a prestare la massima attenzione alla provincia di Cremona, oltre che alle aree di Brescia, Mantova e del Veneto, per i pericoli legati alla “espansione di una ‘ndrangheta che  ‘delocalizza’”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti