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Ciclabile di Cava Manfredini: 'Tempistica non dipende da noi'

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La tempistica non dipende dal Comune, ma dal privato che ha sottoscritto la convenzione per realizzare la pista ciclabile di Cavatigozzi. E’ continuato oggi in consiglio comunale il diverbio tra assessore Alessia  Manfredini e consigliere comunale Federico Fasani (Ncd) sull’intervento pubblico – privato per realizzare la ciclabile.  “E’ vero – chiedeva Fasani nell’interrogazione – che è stato abbandonato il tavolo negoziale (impostato dalla precedente Amministrazione) con gli attuatori di un piano di recupero in variante ubicato in via Castelleone, dal quale avrebbero dovuto provenire 240.0000 circa per completare le opere da sommare agli oltre 870.000 già destinati in funzione di apposita convenzione stipulata con altri privati? Se è confermato quanto al punto precedente, da dove proverranno le risorse per completare la pista ciclabile di Cavatigozzi? E soprattutto è stato comunicato con chiarezza ai cittadini di Cavatigozzi che tale tavolo è stato abbandonato?”.

All’interrogazione ha risposto l’assessore Alessia Manfredini: “Premetto che ci sono stati numerosi passaggi con il comitato di quartiere, il 18 luglio, il 3 novembre, il 1° ottobre c’è stata quindi la riunione della Commissione consiliare Ambiente, l’11 novembre è stato posto dalla ditta I.I.C. (Iniziative Immobiliari Srl) il cartello ufficiale di cantiere per l’inizio dei lavori che riguardano la realizzazione del primo tratto della pista ciclopedonale Cremona-Cavatigozzi, prosecuzione dell’attuale che si interrompe in corrispondenza di via Paolo Corazzi. Questo tratto giungerà sino a via Picenengo. Il 25 novembre si è quindi tenuta un’assemblea pubblica sempre a Cavatigozzi. Ritengo sconveniente l’interrogazione sotto il profilo cronologico, è però curioso che non si ricordi la modalità individuata dalla giunta Perri che permette ad un privato di intervenire entro 3 anni. Dal punto di vista economico mi pare giusto ricordare che con gli 800mila euro del privato la pista non sarebbe stata completata anzi, sarebbe stato realizzato solo il sedime ghiaiato, senza asfalto e senza illuminazione e quindi non omologabile come pista ciclabile, occorreva prevedere altre risorse, come minimo 700mila euro, anche per mettere il doppio new jersey. Ora che verrà approvato il progetto in via definitiva si potrà valutare, per esempio, il risparmio del mancato posizionamento di 2.5 km di new jersey che compenserà gli espropri. Vi è la volontà massima per terminare la pista ciclabile: infatti la Giunta, con gli uffici, si è messa d’impegno con il privato per accelerare le procedure pur non avendole decise e condivise e mantenendo un contatto costante con il comitato di quartiere. L’Amministrazione comunale vuole una pista ciclabile che sia realizzata in tempi certi e a norma di sicurezza, completa di ogni dotazione di sicurezza. Vista la modalità ereditata, resta da individuare la tempistica che non dipende dal Comune ma dal privato”.

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