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Calcio: a breve la chiusura indagini, il procuratore 'Siamo in pochi'

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Tra qualche giorno la maxi indagine sul calcio scommesse verrà chiusa, con il deposito, da parte del procuratore di Cremona Roberto di Martino, dell’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di un centinaio di persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Complessivamente, gli indagati sono 170. Per i restanti verrà chiesta l’archiviazione. Una volta ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini, gli indagati avranno facoltà, entro il termine di venti giorni, di presentare memorie, produrre documenti, depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore, chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine, e chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio. Dopodiché per loro potrebbe profilarsi la richiesta di rinvio a giudizio, un atto che presuppone l’esistenza di elementi per sostenere un’accusa in giudizio nei confronti degli stessi indagati.

Un’inchiesta di vastissime proporzioni, quella sul calcio scommesse, una vera e propria bufera giudiziaria che ha scoperchiato il marcio nel mondo del calcio e anche de tennis. Un lavoro immenso, per la procura, che nonostante abbia acquisito due nuovi sostituti procuratori, è in grave carenza di personale amministrativo. Il procuratore ha parlato di “problemi infiniti”: “non ho commessi”, ha detto, “ci sono le copie da fare, non so come sarà. Se avessi avuto un supporto adeguato, questa inchiesta sarebbe durata la metà, ed ora alcune partite sono già prescritte”.

Sull’imminente esodo in altre sedi giudiziarie del personale amministrativo, il procuratore ha attaccato il ministero: “non ha fatto nulla, non si preoccupa di questa situazione”. Per di Martino, l’unico mezzo per tamponare il problema è quello di utilizzare la sezione della polizia giudiziaria in compiti di natura amministrativa. “Si tratta di attività che nulla hanno a che fare con la polizia giudiziaria, che dovrebbe seguire le indagini”, ha spiegato di Martino, il quale, però, in questo modo si assicurerebbe un aiuto almeno nella battitura dei capi di imputazione e nella stesura degli avvisi di conclusione delle indagini. Il procuratore ha precisato di non essere mai stato d’accordo con questo utilizzo della polizia giudiziaria, ma “in molti uffici si fa così e adesso anch’io mi sono visto costretto a prendere questa decisione. Purtroppo c’è questo atteggiamento verso i nostri uffici giudiziari che sono considerati di secondaria importanza”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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