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'Ancora un'ispezione ministeriale? No E non dimentichiamo civili del carcere' La posizione di Fp-Cgil e Sinappe

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“Un’altra ispezione ministeriale? No, ne sono già state fatte. Piuttosto gli uffici superiori attuino le decisioni già assunte. I problemi del carcere sono soprattutto legati all’assenza di decisioni. E non ci si dimentichi della situazione difficile del personale civile che lavora nella casa circondariale”. E’ il messaggio lanciato dai sindacati Funzione pubblica-Cgil e Sinappe (Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria). Le parole sono contenute in una nota firmata da Maria Teresa Perin (segretaria provinciale Fp-Cgil) e Vincenzo Martucci (vicesegretario regionale del Sinappe). Nota con cui si rimarca ancora una volta il buon lavoro della direttrice reggente Maria Gabriella Lusi, si accusano gli uffici centrali e in cui vengono prese le distanze dalla richiesta del sindacato Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), che, pur avendo firmato nei giorni scorsi una nota congiunta assieme ad altri sindacati per sottolineare l’assenza di responsabilità della direttrice reggente e per criticare gli uffici centrali, spinge per una nuova ispezione ministeriale alla luce di problemi come la carenza di organico, condizioni di lavoro ritenute non adeguate e gli episodi violenti avvenuti negli ultimi giorni.

“Fp-Cgil e Sinappe, pur rilevando che la situazione generale dell’istituto penitenziario cremonese è difficile (così come lo è, del resto, in generale e in Lombardia), intendono prendere le distanze dalle considerazioni espresse da un’altra  sigla sindacale (Sappe) che chiede, in particolare, un’altra ispezione ministeriale. Da tempo, infatti, gli organi superiori sono ben consapevoli della situazione locale, visto che si sono succedute due ispezioni ministeriali negli ultimi tre anni (di cui una nel 2014) e due del provveditorato regionale (di cui una lo scorso agosto). Chiediamo invece che gli uffici superiori, anziché inviare ulteriori (e costose per i contribuenti) ispezioni, attuino le decisioni già assunte, al fine di migliorare le condizioni sia dei detenuti sia del personale”. Le decisioni di cui si parla si riferiscono principalmente all’ufficializzazione di un nuovo direttore, mettendo fine a una reggenza transitoria per permettere così al nuovo numero uno della casa circondariale di avere più potere decisionale.

“E’ oggi infatti importante ed urgente agire per rasserenare il clima lavorativo generato nel tempo anche da gestioni talvolta confuse – proseguono i due sindacati – . Occorre dare stabilità, anche direttiva. A coloro che invocano ispezioni, vogliamo ricordare che il direttore titolare è assente dal mese di agosto 2014 e che a metà settembre è stata nominata, quale direttore reggente, la dottoressa Maria Gabriella Lusi, che si è trovata a dover gestire, oltre al suo, anche un istituto da risollevare (quello di Cremona). Il Sinappe, già con il sit-in del 2 settembre 2014, manifestò la richiesta di rimozione del direttore titolare evidenziando le criticità già presenti e a conoscenza degli organi superiori ed ispettivi. Pertanto aspettiamo che le decisioni dipartimentali riguardo le ispezioni già effettuate e le decisioni assunte abbiano seguito senza indugio. E’ proprio, a nostro avviso, l’assenza di decisioni la causa dell’attuale situazione, ambigua e confusa. E pensiamo anche che abbia lasciato spazio ad interpretazioni discutibili e alla recenti dichiarazioni stampa, personalistiche e non rispondenti alla realtà. Sono oggi, infatti, riprese le relazioni sindacali e si sta finalmente discutendo, tutti insieme, su come migliorare l’organizzazione del corpo di polizia penitenziaria, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e degli obblighi normativi. Apprendiamo inoltre, con piacere, che la dottoressa Lusi ha riallacciato tutta una serie di relazioni con le istituzioni locali ed il territorio, associazioni di volontariato e cooperative no profit”.

Non solo polizia penitenziaria: “Noi valutiamo i fatti e questi sembrano andare nella giusta direzione – concludono Fp-Cgil e Sinappe -. L’auspicio, dunque, è che, pur nelle difficoltà e nella complessità, a breve si concluda positivamente la trattativa sul Pil (il Protocollo di intesa locale necessario per una riorganizzazione lavorativa) con l’accordo di tutte le sigle sindacali. Agli organi superiori chiediamo invece la massima disponibilità, in termini d’investimento, per colmare i vuoti e le carenze strutturali, in primis quelle legate alla sicurezza dell’istituto. Infine, come Fp-Cgil, vogliamo rimarcare la situazione afferente al personale civile. Spesso ci si dimentica di questi operatori, invece importantissimi per l’andamento generale dell’Istituto, ma è doveroso ricordare ancora una volta sia la carenza organica sia la mancata corresponsione dei fondi di produttività degli anni 2013 e 2014. A breve, subito dopo le elezioni delle Rappresentanze sindacali unitarie, chiederemo un incontro alla direttrice per affrontare i problemi dei dipendenti del comparto Ministero”.

Dichiarazioni pubbliche anche da Mauro Cenicola, segretario regionale del Cosp, che lunedì mattina, dopo le richieste, ha incontrato il direttore reggente: “Molte sono state le tematiche affrontate e le criticità sollevate dal sindacato, tra cui la mancata attuazione generale dell’Aqn del 24.3.2004, le postazioni di servizio ed il carico eccessivo di lavoro dei baschi azzurri, lo sviluppo, la programmazione e la pianificazione dei servizi per gli agenti di polizia, la sicurezza e la salubrità sul lavoro, la mensa e la caserma di servizio, il contratto disatteso e le prerogative sindacali. Impegno comune apparente di disponibilità è stata registrata dal Cosp, che ha confermato la piena disponibilità al dialogo, al confronto e alle proposte, essendo il Cosp un nuovo emergente sindacato nazionale”. Cenicola si ritiene “con le “riserve sugli eventi successivi, soddisfatto”.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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