Commenta

Fronte comune del mondo produttivo per uscire dalla crisi: 'Ora le istituzioni ci devono ascoltare'

camera-commercio-associazioni-evid

Intervenire sulla burocrazia e sul Piano regolatore al fine di incentivare le aziende che vogliono investire sul territorio; riprendere un dialogo con il mondo istituzionale che troppo spesso non ascolta le associazioni di categoria; utilizzare le eccellenze che il nostro territorio vanta per fare da traino verso la ripresa. Questi gli obiettivi che si pongono le associazioni di categoria del mondo produttivo del territorio, che danno appuntamento il 10 aprile per un incontro – il primo di molti – con il mondo istituzionale, al fine di portare avanti le proprie istanze, in modo coeso. Appuntamento al Museo del Violino (Auditorium Giovanni Arvedi) alle 17, con l’iniziativa ‘Promuoviamoci – Conversazione tra istituzioni e mondo imprenditoriale per ridisegnare il destino del nostro territorio’.

Le associazioni di categoria del mondo produttivo cremonese uniscono le forze per portare avanti le proprie istanze di fronte al mondo istituzionale. “Vogliamo delineare le linee guida che ci porteranno verso la ripresa – ha detto Umberto Cabini, presidente dell’Associazione industriali di Cremona, nel presentare l’incontro -. Se riusciremo a trovare delle sinergie tra associazioni e istituzioni, potremo ricreare quella situazione già vissuta negli anni Sessanta, quando le aziende erano arrivate in massa ad insediarsi sul territorio”. Istituzioni che però, attualmente, non ascoltano, come ha rimarcato Giovanni Bozzini, presidente di Cna Cremona: “Manca il dialogo tra amministrazioni locali e mondo produttivo. Lo scopo del nostro fare fronte comune è proprio quello di togliere agli amministratori l’alibi di prendere decisioni dentro alle loro sale Giunta o Consiglio, senza confrontarsi con noi. E serve da parte loro anche un intervento netto a livello regionale e nazionale, in merito a normative troppo pesanti. Siamo stufi di subire passivamente la legge”.

I problemi sono noti da tempo, tuttavia spesso passano in secondo piano. “Bisogna snellire la burocrazia – evidenzia Carlo Beltrami, presidente di Ance Cremona -. Spesso ci troviamo a dover dialogare con istituzioni che sono scoordinate tra loro, e questo allunga enormemente ogni procedura. Dobbiamo lavorare allora per snellire queste tempistiche e per creare le condizioni affinché le aziende tornino ad investire sul territorio. La politica deve agevolare questo processo. Invece troppo spesso ci troviamo di fronte ad un muro contro muro. Se gli amministratori non ascolteranno le nostre istanze, la nostra città si trasformerà in una città di soli pensionati”.

L’importanza di lavorare insieme è stata rimarcata anche da Bozzini: “Il nostro è un vero e proprio tavolo di regia, in quanto riteniamo che oggi sia fondamentale lavorare in modo coeso, chiedendo risposte concrete al mondo istituzionale”.

Al centro, quindi, l’obiettivo di far tornare le imprese a lavorare bene in Italia: “Mentre un tempo riuscivamo ad essere competitivi grazie ad un costo del lavoro piuttosto basso e per le nostre eccellenze, oggi non è più così – ha spiegato Marco Bressanelli, presidente della Libera Artigiani di Crema -. Allora bisogna dare istruzioni agli amministratori, che spesso non sanno cosa significhi trovarsi in un mondo globalizzato. In Italia oggi abbiamo i costi energetici più alti al mondo, un costo del lavoro tra i più alti d’Europa e delle normative fortemente penalizzanti e spesso in contrasto tra loro. Vogliamo allora che si inizi già dal territorio a lavorare per cambiare le cose”.

LaBos

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Commenti