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Welfare che cambia, patti nuovi tra Fondazione e Cremona Solidale

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Sta entrando nel vivo dell’operatività il nuovo Cda della Fondazione Città di Cremona, dopo i rinnovi di fine anno da parte del Comune. Uliana Garoli, neo presidente, traccia le linee di un’azione che vuole essere di continuità, ma chiarendo subito la volontà di rafforzare la cooperazione tra Fondazione, Azienda Cremona Solidale e Comune di Cremona rispetto al recente passato. “Partendo proprio – ci spiega – dal ruolo di regia che il Comune deve assumere. Quella che stiamo avviando è una stagione di nuovi rapporti tra i tre pilastri del welfare locale, in posizione paritetica, ognuno con specifici ruoli. Gli indirizzi li deve dare il Comune, a seconda delle esigenze di un disagio che nella nostra società assume forme sempre diverse e con numeri sempre più importanti. Ci sono gli anziani in condizioni di fragilità, ma anche tante situazioni in cui sono i giovani ad aver bisogno di aiuto. Il welfare serve a questo, Cremona ha visto esperienze pionieristiche nell’anticipare l’evoluzione dei bisogni. Penso a una struttura come quella di via XI febbraio, dove accanto ad un centro sociale integrato sono sorti appartamenti per anziani, quindi in un contesto protetto. In una posizione di assoluto pregio, in centro storico, in una delle porzioni più belle e funzionali anche per le esigenze specifiche di questa età, penso ad esempio a come sono stati ricavati gli orti”. Un’esperienza che oggi sembra difficile poter replicare in uno dei tanti altri contenitori di pregio inutilizzati in centro città.

Uliana Garoli, presidente Fondazione Città di Cremona

Quello di via XI Febbraio è solo uno degli immobili che la fondazione ha messo a disposizione delle necessità sociali. Il grosso, più del 50% del proprio patromonio, è costituito dalla cittadella del centro geriatrico di via Brescia ed è composto dalla palazzina storicaaì dell’ex Soldi e dalle quattro nuove sorte all’interno, di cui l’ultima quella per la riabilitazione. Uno dei primi segni del cambio di passo della Fondazione sarà la stipula di un contratto di comodato gratuito tra Fondazione e Azienda Cremona Solidale per l’utilizzo di queste strutture. “Era una scelta opputuna, per una chiarezza di rapporti e di reciproci compiti”, afferma Garoli. Alla Fondazione come proprietaria, rimarranno in capo gli interventi di natura straordinaria, a Cremona Solidale quelli ordinari. Attualmente gli immobili sono invece ceduti in affitto e l’azienda a sua volta riceve dalla Fondazione vari contributi. Questa partita di giro cesserà: immobili ceduti gratuitamente, ma stop ai contributi.

“Il nostro statuto ci impone di pensare anche alle altre forme di fragilità, non solo a quelle degli anziani. La Fondazione è attiva da sempre sul fronte dei minori (comunità), del disagio psicologico e sociale, della disabilità grave, con proficue relazioni con le realtà associative. Proprio per venire incontro a richieste molteplici e con risorse che vanno sempre diminuendo, come Cda abbiamo avviato la stesura di un nuovo regolamento per l’assegnazione dei contributi. E’ necessario fare scelte più mirate ed identificare i filoni su cui intervenire”. Capisaldi degli interventi resteranno quelli citati, oltre al settore delle donne sole con minori a carico.  La filosofia sarà quella di elargire i fondi attraverso bandi su presentazione di progetti, impegnandosi in forme di cofinanziamento. Difficile che in questo percorso possano rientrare contributi diretti a situazioni di fragilità, anche se segnalati dai servizi sociali.

La necessità di razionalizzare gli interventi deriva tra l’altro da un calo di redditività degli immobili. Da anni è sul mercato il prestigioso palazzo Stradiotti e il mercato è fermo, mentre la tassazione sui fabbricati è triplicata  negli ultimi 5 anni. Soddisfazioni giungono invece da palazzo Fodri, che “lasciate perdere le polemiche del passato – afferma Garoli –  rappresenta un esempio di immobile restituito alla città. La presenza dei laboratori di Cr.Forma e di attività legate alla danza e alla musica consente di rendere vivo un monumento che altrimenti sarebbe restato precluso ai cremonesi. Tra l’altro il cortile di palazzo Fodri, dotato di un’ottima acustica, ospiterà uno dei concerti del festival Monteverdi”. Affittata anche un’altra porzione di uffici, nella parte meno nobile dello stabile, ad una società di ingegneria. Resta il rebus dell’utilizzo dell’ultima donazione arrivata in Fondazione, quella dell’eredità Raspagliesi (palazzina del bar Flora). A breve inaugurerà una pizzeria al posto del bar, ma resta da capire come fare per soddisfare le volontà testamentarie sull’utilizzo del resto della palazzina per ospitarvi anziani. In attesa di compratori anche la palazzina ex Enaip di via Giordano.

“Il patrimonio della Fondazione, che è ente no profit,  è patrimonio della città – afferma la presidente – è nostro dovere conservarlo e valorizzarlo, per continuare ad avere le risorse necessarie a sostenere gli interventi di sostegno al disagio per cui la fondazione – e prima ancora gli enti che l’hanno preceduta –  è nata”. C’è poi un’altra categoria di immobili che non producono reddito ma che sorreggono materialmente le attività solidaristiche: la cascina e i terreni di Agropolis, ad esempio, “che continueremo convintamente a sostenere”, o gli alloggi di via Cattaro per la fondazione ‘Dopo di noi’.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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