Cronaca
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L'allenatore Bussi 'Ho sbagliato, mi scuso con tutti'

CREMA – Dopo i fatti di Romanengo, l’allenatore della squadra juniores dei Sabbioni, Donato Bussi protagonista dell’episodio racconta la sua versione e si scusa.

L'allenatore Bussi

Il calcio è nella mia vita da sempre, ed è un amore così grande che ad un certo punto ho deciso di non tenerlo solo per me ma di condividerlo con le centinaia di ragazzi e ragazze che in questi 30 anni ho allenato. Forza, convinzione, passione, fatica, rispetto: sono questi gli ideali che ogni allenatore, calciatore e, perché no, ogni uomo, dovrebbe tenere ben presente. Io ho sempre cercato di metterli in pratica e di insegnarli a ognuna delle sette squadre che nella mia carriera ho trovato sul mio cammino. Essere allenatore non è solo far superare ai ragazzi i loro limiti, non è solo disegnare su una lavagna schemi di gioco, congratularsi o rimproverare chi non si è impegnato in allenamento o in partita. Allenare è educare, si allena il corpo ma si allena anche la mente e soprattutto il cuore. Lo sport deve essere scuola di vita, per questo un bravo insegnante quando sbaglia lo ammette, si scusa e china il capo nella speranza che chi ha di fronte possa perdonarlo.

Giovedì sera ho sbagliato.

Non serve leggere le storie surreali che han scritto i giornali, dove come in un film avrei malmenato il direttore di gara né raccontare cosa sia realmente accaduto. Ciò che ho fatto non avrei mai dovuto farlo, perché ho mancato di rispetto non solo all’arbitro, ma a tutti i presenti al campo. Le mie più sentite scuse vanno a Elisa Donelli, alla società e a tutti i ragazzi nella speranza che il mio pessimo esempio sia per loro un monito: Mai mancare di rispetto a nessuno.

Come diceva Tom Landry :“Un allenatore è qualcuno che ti dice quello che non vuoi sentire, ti fa vedere quello che non vuoi vedere, in modo che tu possa essere quello che hai sempre saputo di poter diventare.” Non so se potrò ancora allenare, nel caso dovessi smettere spero che i miei ragazzi imparino a essere persone umili, che sappiano chiedere scusa, ma soprattutto che tengano ben presente che il calcio è un gioco, un semplice gioco. Anche questa è cronaca.

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