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Inchiesta CasaPound Dordoni, difesa Galli: 'E' anche parte offesa'

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Hanno risposto alle domande dei magistrati i militanti di CasaPound agli arresti domiciliari dallo scorso venerdì, nell’ambito delle indagini per la rissa del 18 gennaio con gli antagonisti del Csa Dordoni. Domani i loro avvocati presenteranno istanza di revoca degli arresti e la risposta è attesa per giovedì. Si è invece rivolto al Tribunale del Riesame di Brescia il legale degli esponenti del Dordoni finiti anch’essi ai domiciliari, con la richiesta di scarcerazione. Per loro gli interrogatori da parte del Gip  dovrebbero svolgersi giovedì.

Già scarcerato da sabato uno dei quattro arrestati finiti in carcere, Guido Taietti di Casapound, mentre resta a Cà del Ferro (oltre ai due esponenti del Dordoni Michele Arena e Alberto Birzi) Gianluca Galli, responsabile della sede cremonese del movimento di estrema destra. L’avvocato difensore di quest’ultimo, Vanessa Bonaiti, che lo descrive “emotivamente sereno”, ha presentato un’integrazione documentale sia al gip che al pm, per chiedere nel primo caso la revoca del provvedimento e in subordine una misura alternativa (domiciliari). Al pubblico ministero è stata invece presentata ulteriore documentazione (i cui contenuti erano peraltro già noti) a riprova del fatto che Galli – accusato di tentato omicidio – è al tempo stesso parte offesa avendo riportato ferite gravi a seguito della collutazione, con 40 giorni di prognosi e ricorso al pronto soccorso, per quanto non abbia sporto denuncia. Sempre per Galli la difesa non esclude la richiesta di nuovo interrogatorio.

g.b.

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