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Dordoni-Casa Pound, parla Visigalli: 'Vendetta? Solo sfogo dopo il coma' L'estintore attivato da ausiliario vvf: 'No scontro, fatto per soccorrere Emilio' La ricostruzione: 'Si voleva difendere centro sociale da attacco'

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Sopra, un’immagine tratta dal video registrato da una telecamera durante lo scontro

Davanti ai magistrati Emilio Visigalli, ferito nello scontro con Casa Pound del 18 gennaio e finito ai domiciliari per rissa, ha detto di non avere memoria dei minuti di violenza e che le parole intercettate nella stanza d’ospedale, indicate dagli investigatori come propositi di vendetta, erano solo uno sfogo (vedi link in basso). Il 50enne è stato l’ultimo dei cinque del centro sociale Dordoni ai domiciliari con l’accusa di rissa aggravata ad essere sentito davanti al giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Beluzzi e al pm Laura Patelli nella mattinata di giovedì a Palazzo di Giustizia.

“Non ha memoria diretta dei fatti – ha dichiarato il suo legale, l’avvocato del foro di Napoli Biagio Borretti -. Ha raccontato quello che gli hanno narrato gli altri partecipanti. Ha sconfessato un paio di circostanze. Ad esempio non è il leader del Dordoni. E ha smentito la tesi di suoi propositi di vendetta. Si trattava di semplici sfoghi appena uscito dal coma”.

Quanto alle ore precedenti alle violenze “si parlava di presenze anomale di estremisti di Casa Pound e si temeva un attacco – ha aggiunto Borretti -. Per questo diverse persone erano presenti quel giorno al Dordoni”. Le condizioni di Emilio? “Ancora precarie, numerosi i cicli di terapie di vario genere a cui si deve sottoporre”. Già presentata al gip un’istanza di revoca della misura dei domiciliari. Attesa una risposta nella mattinata di venerdì.

“FUMO CON L’ESTINTORE PER SOCCORRERE EMILIO” – Andrea Romagnoli, 24enne, è colui che ha attivato l’estintore quel giorno, creando una nuvola di fumo durante le violenze. Si tratta di un vigile del fuoco ausiliario. “E’ intervenuto creando una nuvola di fumo utile per prendere e portare dentro il Dordoni Emilio Visigalli, ferito”, ha spiegato l’avvocato Gianpietro Gennari, che difende Romagnoli assieme al legale del foro di Brescia Sergio Pezzucchi. “Non ha partecipato allo scontro – ha aggiunto -. Ha dato la sua versione dei fatti. Ha risposto a tutto. Il suo è stato solo un intervento in soccorso di Visigalli. Ha chiarito la sua posizione. Si è detto estraneo ai fatti. Una volta visti gli scontri ha preso l’estintore. A mio avvivo non sussistono le esigenze per i domiciliari”. Nei prossimi giorni sarà presentata l’istanza per un ritorno in libertà.

GLI ALTRI – Pezzucchi, oltre ad assistere Romagnoli assieme a Gennari, difende anche Jonathan Carnesella, 28 anni, Filippo Esposti, 27 anni, e Gianluca Rossi, 25enne, gli altri tre del Dordoni sentiti giovedì mattina. “I miei assistiti hanno risposto e hanno ricostruito quei momenti. Non c’era nessun proposito di aggressione. Si sono portati al Dordoni solo perché avevano avuto notizie di una possibile aggressione di Casa Pound al centro sociale. Ognuno ha riferito i particolari che ricordava. C’era confusione in quei momenti. Nessun ha avuto una visione completa delle cose. Due di loro, Romagnoli e Carnesella, hanno detto di essere intervenuti solo per portare via Emilio, ferito, e trasportarlo dentro il Dordoni assieme ad altri. Hanno detto di essere arrivati a rissa iniziata. Gli altri due hanno ricostruito i fatti dalla loro prospettiva”. Nelle prossime ore il legale tirerà le somme per le istanze di revoca dei domiciliari.

I DUE IN CARCERE CHIEDERANNO DI ESSERE SENTITI – Per i due arrestati del centro sociale Dordoni che si trovano in carcere con l’accusa di rissa aggravata peri fatti del 18 gennaio, il 21enne Michele Arena e il 58enne Alberto Birzi, che non avevano risposto nell’interrogatorio di garanzia in attesa di valutare in modo più approfondito gli atti, l’avvocato Pezzucchi, che assiste anche loro due, presenterà a breve un’istanza per farli interrogare.

CHIESTA LA REVOCA DEL CARCERE PER IL 20ENNE BRESCIANO DEL KAVARNA – Intanto si è appresso che l’avvocato Raffaella Parisi ha presentato istanza di revoca del carcere, in subordine i domiciliari, per Aioub Babassi, il 20enne bresciano frequentatore del Kavarna in cella per danni provocati durante i disordini scoppiati durante la manifestazione dei centri sociali del 24 gennaio.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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