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'L'Arcimboldo è a Milano, ma non per merito di Galimberti'

Lettera scritta da Federico Fasani - Ncd

Ma cosa crede? Che i Cremonesi abbiano la memoria corta? Ci ricordiamo tutti il tira e molla tra il Professor Galimberti che si ostinava a negare il prestito del dipinto ad Expo e le Istituzioni che cercavano di farlo ragionare. Sconfitto dalla logica e da una città che si vergognava della sua posizione, ha dovuto mollare il quadro e abbandonare, per un’istante, la sua provincialità. Dopo che Cremona è stata esposta ad una figuraccia che ha fatto sorridere l’Italia intera, oggi l’Arcimboldo è a Milano ma non per merito suo. E lui cosa fa? Si fa fotografare, senza vergogna, di fianco al dipinto intestandosi pure il merito del prestito. Quasta fotografia e’ l’emblema visibile dell’inconsistenza assoluta che sta caratterizzando la gestione della cultura a Cremona. Comunicati fiume da Palazzo raccontano una realtà che non esiste, che nessuno percepisce a parte l’Amministrazione. L’unica cosa chiara per ora è l’affondamento delle Corde dell’Anima, una manifestazione internazionale che in passto ha portato decine di migliaia di visitatori nella nostra città. Cremona, prima di lui, ha fatto crescere quell’importante festival proprio in vista di Expo e il Professore lo ha silurato. Purtroppo l’impressione è che presto dovremo rimpiangere quando il Professore era impegnato con i colori e i cubetti di legno su Corso Garibaldi. Danni anche lì, ma di portata rionale.
Per fortuna c’è il Museo del Violino che la sinistra ha combattuto quando era in minoranza sino al punto di non votare a favore dello statuto che regola i rapporti tra Museo e Comune. Adesso che governa la sinistra, quindi, modifichernno lo statuto secondo il disegno illuminato che permeava le violente critiche mosse quando erano all’opposizione?
Un’ultima domanda, come vanno le iscrizioni alla costosa “scuola di alta formazione” progettata dal Professor Antoldi e cavalcata in campagna elettorale dal Professor Galimberti?

Federico Fasani – Ncd

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Commenti
  • Nokia

    Ma questa amministrazione ha una strategia di comunicazione?

    • un fascio di luce

      sicuramente c’è una strategia di comunicazione.
      altrettanto certa è l’assunzione della porta voce del sindaco (l’ufficio stampa del comune non bastava a diffondere comunicati e proclami).
      ciò che ancora sfugge è la logica alla “base delle comunicazioni”…. trattasi forse di logica e cultura provinciale… o forse è troppo elevata per i “cremonesi” non professori…

      Ridateci Bodini!!! se proprio non possiamo riavere Perri!!

      più di tutte fa vergogna la foto di Galimberti e Ruggeri all’Expo di fianco al quadro. che dire?

      non concordo con Fasani quando asserisce che la figuraccia per le onde sul corso sia stata rionale: purtroppo non è così perchè la stampa nazionale ne scrisse diffusamente.

      che tristezza. a Fasani ora arriverà il secondo richiamo??
      chissà che oltre a scrivere a Maroni per chiedere un tardivo contributo, si sia ricordato di scrivere ai giudici per chiedere pene esemplari, la loro piena applicazione e, soprattutto, il risarcimento a chi ha organizzato la manifestazione, a chi l’ha approvata e a chi ha danneggiato e ferito la nostra meravigliosa città di provincia!!!

  • Nokia

    Ma questa amministrazione ha una strategia di comunicazione?

    • un fascio di luce

      sicuramente c’è una strategia di comunicazione.
      altrettanto certa è l’assunzione della porta voce del sindaco (l’ufficio stampa del comune non bastava a diffondere comunicati e proclami).
      ciò che ancora sfugge è la logica alla “base delle comunicazioni”…. trattasi forse di logica e cultura provinciale… o forse è troppo elevata per i “cremonesi” non professori…

      Ridateci Bodini!!! se proprio non possiamo riavere Perri!!

      più di tutte fa vergogna la foto di Galimberti e Ruggeri all’Expo di fianco al quadro. che dire?

      non concordo con Fasani quando asserisce che la figuraccia per le onde sul corso sia stata rionale: purtroppo non è così perchè la stampa nazionale ne scrisse diffusamente.

      che tristezza. a Fasani ora arriverà il secondo richiamo??
      chissà che oltre a scrivere a Maroni per chiedere un tardivo contributo, si sia ricordato di scrivere ai giudici per chiedere pene esemplari, la loro piena applicazione e, soprattutto, il risarcimento a chi ha organizzato la manifestazione, a chi l’ha approvata e a chi ha danneggiato e ferito la nostra meravigliosa città di provincia!!!

  • BillyBalle

    La “strategia” viene dall’agenzia che lavora per il Museo del Violino e ciò spiega perché sia forte la volontà di fare di Cremona una città della musica, anche se in Italia sono solo 3 le città riconosciute da Unesco come tali: Bologna, Pesaro e Lucca. Non ho votato PD e mai lo voterò ma fra i tanti Sindaci di sx Galimberti è certamente quello che spicca per intraprendenza ed è indubbio che ci metta tutta la buona volontà per cercare di non deludere l’elettorato. Purtroppo le strategie non sono quelle ricavate da piani di economia e di marketing ma sono più semplicemente una serie di attività il cui unico obiettivo è portare gente a Cremona per dimostrarne l’efficacia. Un “vizietto” diffuso della politica locale e anche di quella nazionale salvo alcune eccezioni ma sono pochissime. Come al solito cambia la “gestione” ma le modalità sono le stesse e dispiace vedere che le potenzialità inespresse di questa terra restano ancora una volta esonerate dal circuito della politica che ha sceltola strada più facile senza pensare di costruire un futuro ai nostri giovani. La cultura può far fibrillare i dati del turismo, approfittando di EXPO, ma non può sostituirsi ad un piano economico in grado di garantire lavoro e senza quello i cremonesi passeranno il resto della loro esistenza a pagare pesanti tasse nel tentativo di non far fallire costosissimi contenitori che pochi verranno a visitare. Basta dare uno sguardo agli eventi per capire che non è cambiato nulla e che la qualità è sempre la stessa così come gli sponsor che regalano briciole di beneficenza. Fare Nuova la città aveva creato molte aspettative e invece siamo ancora legati ai violini, ai concerti e ora anche alle crociere musicali che faticano ad entrare nel DNA della gente interessata più alla mondanità che alla musica.Peccato

  • BillyBalle

    La “strategia” viene dall’agenzia che lavora per il Museo del Violino e ciò spiega perché sia forte la volontà di fare di Cremona una città della musica, anche se in Italia sono solo 3 le città riconosciute da Unesco come tali: Bologna, Pesaro e Lucca. Non ho votato PD e mai lo voterò ma fra i tanti Sindaci di sx Galimberti è certamente quello che spicca per intraprendenza ed è indubbio che ci metta tutta la buona volontà per cercare di non deludere l’elettorato. Purtroppo le strategie non sono quelle ricavate da piani di economia e di marketing ma sono più semplicemente una serie di attività disomogenee il cui unico obiettivo è portare gente a Cremona per dimostrarne l’efficacia. Un “vizietto” diffuso della politica locale e anche di quella nazionale salvo alcune eccezioni ma sono pochissime. Come al solito cambia la “gestione” ma le modalità sono le stesse e dispiace vedere che le potenzialità inespresse di questa terra restano ancora una volta esonerate dal circuito della politica, che ha scelto la strada più facile senza pensare di costruire un futuro ai nostri giovani. La cultura può far fibrillare i dati del turismo, approfittando di EXPO, ma non può sostituirsi ad un piano economico in grado di garantire lavoro e senza quello come potranno i cremonesi permettersi di assistere ai concerti o di pagare le mostre?Toccherà ai cittadini pagare pesanti tasse per mantenere in vita costosissimi contenitori dove ci saranno sempre meno turisti? Basta dare uno sguardo agli eventi per capire che non è cambiato nulla e che la qualità è sempre la stessa, così come gli sponsor che regalano briciole di beneficenza. Fare Nuova la Città aveva creato molte aspettative e invece siamo ancora legati ai violini, ai concerti e ora anche alle crociere musicali che faticano ad entrare nel DNA della gente interessata più alla mondanità che alla musica.Ci siamo alleati con tutti per entrare nei programmi di chi aveva almeno qualche idea già pronta, siamo diventati un po’ piacentini, un po’ parmensi, un po’ bresciani ma non siamo ancora stati capaci di trovare la nostra vera identità distintiva. Siamo e resteremo un po’ di tutto, niente di niente, una delle tante città che si arrabattano per attrarre gli scarti degli altri fra cultura di secondo livello e gastronomia di eccellenze segrete. Peccato!