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Comune rinnova convenzione con scuole private per 200mila euro

200mila euro dal Comune alle scuole paritarie d’infanzia e agli asili nido rappresentanti dall’associazione provinciale Adasm- Fism. Il Comune prosegue sulla strada della continuità, riconoscendo – come si legge nella convenzione da poco rinnovata – “che la realtà della scuola per l’infanzia a gestione privata, meritoria di essere valorizzata, provoca riflessi positivi oltre che per la vita scolastica e personale dei bambini, anche per la società nel suo complesso”. Lo stanziamento, previsto nel Piano per il Diritto allo studio, verrà  effettivamente erogato solo dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2015. Le scuole interessate sono tutte d’ispirazione cattolica: S. Abbondio, Maria immacolata, Figlie del Sacro Cuore, Sant’Angelo e Sacra Famiglia.

Finalità del finanziamento è l’abbattimento delle rette a carico delle famiglie, al fine di “perseguire la parità dei costi tra gli utenti del Comune di Cremona frequentanti le scuole per l’infanzia pubbliche e le scuole per l’infanzia private cittadine”. Tra gli impegni che le scuole si assumono, c’è quello di “accogliere indistintamente bambini di entrambi i sessi, senza discriminazioni razziali o religiose, in età di ammissione alla scuola per l’infanzia, secondo le norme vigenti” e di “non costituire sezioni di norma superiori a 27 alunni, con la possibilità di riduzione del numero nel caso di sezione unica e nei casi previsti dalle vigenti normative”.

Requisiti per poter accedere ai finanziamenti pubblici è che le scuole “agiscano nell’ambito delineato dalle normative vigenti con: un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione; un piano dell’offerta formativa conforme ad orientamenti e disposizioni  vigenti; l’attestazione dalla titolarità della gestione e la pubblicità dei bilanci; la disponibilità di locali, arredi e attrezzature didattiche proprie del tipo di scuola ed in conformità alla normativa vigente; l’istituzione e il funzionamento degli organi collegiali improntati alla partecipazione democratica; il rispetto dei contratti collettivi nazionali di settore per tutto il personale dipendente; l’accettazione, l’inserimento e l’integrazione di alunni disabili o in condizioni di svantaggio”.

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