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Vigile del fuoco e scalatore: in partenza per portare aiuti in Nepal, serata al Cai

Martedi 26 maggio dalle 19 alle 21, presso la sede del Cai in via Palestro 32, si terrà un aperitivo per raccogliere fondi da inviare a supporto alle operazioni di soccorso post terremoto in Nepal. Durante l’aperitivo si potrà assistere alla proiezione di diapositive e foto di viaggi in Nepal e alla presentazione del progetto che vede protagonista il vigile del fuoco e socio Cai Salvatore Belluardo, che a fine giugno partirà alla volta di Katmandu per portare fondi e contribuire alla ricostruzione di alcuni dei villaggi semidistrutti sulle pendici delle catene montuose più alte del mondo. Salvatore, che si metterà in ferie per realizzare il viaggio, non è nuovo ad esperienze estreme e proprio il Nepal è stata una delle sue prime destinazioni, una quindicina di anni fa. Suo compagno di viaggio sarà Giorgio Pieri, collega vigile del fuoco ed elicotterista di Alessandria, grande esperto di trekking ad alta quota, con il quale Salvatore ha già compiuto diverse spedizioni. I fondi raccolti con l’iniziativa del Cai del 26 maggio e con altre già in calendario (a Spaziocomune l’11 giugno; a Robecco d’Oglio il 12), verranno portati direttamente in Nepal per sostenere l’attività di un medico, Rishi Koirala, con il quale Belluardo collabora da tempo. Durante le fasi di preparazione delle spedizioni in alta quota infatti, Belluardo ha potuto entrare in contatto con le necessità della  popolazione e i fondi da destinare al medico serviranno per l’acquisto di medicinali. Viaggi non semplici da preparare, spiega il vigile del fuoco, in un uno stato dove la burocrazia è pesante e rende complicato persino l’invio dei soccorsi umanitari. Oltretutto i due organizzano da soli i propri viaggi e l’unico supporto è quello dello sherpa “ma solo per la logistica, perchè quella è davvero impossibile da affrontare da noi stranieri”.

Un viaggio estremamente rischioso e complicato, sia per la diffidenza delle autorità nepalesi, sia per il contesto geografico e le scosse di assestamento che ancora si verificano. “Qui da noi si fa fatica a capire di cosa hanno realmente bisogno queste popolazioni – ci spiega -.  Ad esempio, dopo il terremoto sono state mandate delle scarpe, che però in Nepal non si usano. Anche le tende adesso sono inutili, perchè arriva la stagione dei monsoni e sono assolutamente inadatte. Quello che serve adesso e che andremo a fare,  è costruire dei rifugi, anche rudimentali, per chi risiede alle alte quote. Si tratta di piccoli villaggi, tre capre e poco più, con case – baracche costruite con pietre a secco e lamiere. Raggiungeremo a piedi questi villaggi, non superando quota 2500 – 2800 metri, perchè andare oltre sarebbe veramente troppo rischioso a causa di smottamenti, frane e valanghe”. Insieme a loro potrebbero esserci anche due medici italiani, la cui partenza è ancora in forse per le limitazioni agli ingressi di medici stranieri da parte delle autorità locali. Un’esperienza umanitaria, più che sportiva, nella quale tuttavia esperienza e fisico sono indispensabili. “Non è assolutamente un’avventura – spiega il protagonista – . Noi andiamo lì per aiutare, sono i legami e le persone che andremo ad incontrare che ci portano là. Poi c’è anche il mio lavoro”.

Salvatore Belluardo (uno dei Vigili del Fuoco del Nucleo Saf che ha scalato il Torrazzo qualche giorno fa per ripulirlo dalle erbe infestanti) non è nuovo ad esperienze sportive internazionali. Oltre ai  viaggi in altre località estreme come le vette al confine tra Cina e Pakistan e in Africa, ha partecipato insieme a quattro colleghi del gruppo Saf  di Cremona al World Police and Fire Game del 2013 a Belfast, dove individualmente aveva vinto la medaglia di bronzo nella gara dei venti chilometri di mountain bike. Nelle prove dimostrative a squadre di “Ultimate Firefighter”, il gruppo era stato impegnato in gare di agilità lungo percorsi ad ostacoli, arrivando quarto su 40 squadre partecipanti dopo Brasile, Repubblica Ceca e Canada.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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