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Settore idrico, che fine hanno fatto gli investimenti urgenti?

acqua

Che fine hanno fatto gli investimenti “urgenti e improcrastinabili” per il settore idrico? A chiederselo è il segretario provinciale Udc, Giuseppe Trespidi, dopo che il sindaco Doriano Aiolfi, nuovo Presidente dell’Ufficio d’ambito, nel corso dell’assemblea che si è svolta l’11 giugno scorso ha detto che non ci sono giacenti progetti di investimento presentati per l’approvazione e che fino ad oggi sono stati approvati investimenti per 3,6 milioni di euro. Altri per complessivi 2,5 milioni sono stati rimandati a Padania Acque per incompleta documentazione.

“In totale siamo a poco più di 6 milioni di euro – evidenzia Trespidi -. In questi 9 mesi di affidamento per Padania Acque Gestioni sono stati prioritari gli investimenti o la fusione societaria? Mi sembra che le energie avrebbero dovuto essere indirizzate per le finalità per le quali si è costituita la Società unica di gestione e non lasciarsi fuorviare da altre  tentazioni ‘nobili’ ma non certamente prioritarie”.

Agli inizi del 2014 il tema degli investimenti nel settore idrico era posto all’ordine del giorno da parte di Padania Acque Gestioni perché in assenza dell’affidamento in house al gestore unico del Servizio Idrico Integrato non si poteva dar corso agli investimenti previsti nel Piano d’ambito approvato dai Sindaci del territorio cremonese. “Per accelerare l’affidamento era stato chiesto a Padania Acque Gestioni la presentazione del piano d’impresa (business plan) della Società per i prossimi quattro anni insieme al bando per l’individuazione del manager che avrebbe dovuto assumere il ruolo di Direttore Generale – ricorda il segretario Udc -. Il business plan era il passaggio fondamentale nell’iter di affidamento del servizio idrico integrato perché uno dei requisiti indispensabili era quello della sostenibilità finanziaria del piano di investimenti previsto dal Piano d’ambito, che nel quadriennio 2014-17 è di 89 milioni di euro. C’era inoltre l’urgenza dell’affidamento perché degli interventi ritenuti non procrastinabili non potevano essere realizzati dai Comuni per effetto del Patto di stabilità che era stato esteso anche ai Comuni sotto i cinquemila abitanti cui si aggiungevano, le direttive normative dell’Aeegsi (Autorità nazionale dell’Energia e del Servizio Idrico), competente sulle tariffe dell’acqua e sulla regolazione dei rapporti tra Ente affidante e Gestore dei servizi idrici, che escludevano nel calcolo della tariffa il conteggio degli interventi non fatti dal gestore unico”.

Infine un impegno urgente per il Comitato di indirizzo e di controllo di Padania Acque Gestioni, che esercita funzioni nei confronti degli organi societari ai fini dell’esercizio del controllo analogo sulla gestione dei servizi oggetto di affidamento diretto (in house), termina Trespidi “era quello di accelerare l’iter riguardante il bando pubblico per l’individuazione del direttore generale. Direttore generale che per essere pronto ad agire avrebbe dovuto essere assunto entro la prima decade di luglio 2014. In tal modo le proposte dell’ulteriore efficientamento della Società potevano essere coincidenti con le procedure di avvio della gestione e degli investimenti. Ora l’iter per l’affidamento del Servizio Idrico Integrato a Padania Acque Gestioni si è concluso nel luglio 2014 però sorgono spontanee alcune domande: come mai a giugno 2015 non si è ancora proceduto al bando per l’individuazione del manager che dovrà ricoprire il ruolo di Direttore generale? A che punto sono gli affidamenti dei lavori ritenuti improcrastinabili nella primavera del 2014? Come mai a fronte di un piano d’impresa che prevedeva investimenti nel quadriennio 2014-17 di 89 milioni di euro ad oggi siamo a circa 6 se consideriamo anche quelli rimandati a Padania Acque per incompleta documentazione?”

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