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Edilizia e affari illeciti Anche Giovanni Iannone e il figlio ai domiciliari

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L'avvocato Parisi

Arresti domiciliari per Giovanni Iannone, il calabrese originario del Crotonese ma residente a Cremona arrestato insieme al figlio e al fratello nell’operazione della polizia contro business illegali con società edili e di movimento terra. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata principalmente alla truffa, appropriazione indebita, atti estorsivi e dichiarazioni fraudolente. Dunque Iannone, difeso dall’avvocato Raffaella Parisi, è uscito dal carcere per la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari nonostante il parere contrario del pm Roberto di Martino. Come ha deciso il giudice Pierpaolo Beluzzi, i domiciliari saranno a casa della figlia. A Iannone, che mercoledì, tramite il suo legale, ha chiesto ed ottenuto di essere interrogato, è vietato comunicare per mezzo di telefono e computer e con persone estranee al nucleo familiare. Nell’interrogatorio, il calabrese ha in parte ammesso il coinvolgimento in alcune operazioni e fornito risposte sui numerosi capi di imputazione.

L'avvocato Lattari

Per il giudice, visto il tempo trascorso, non c’è più pericolo né di reiterazione del reato, né di inquinamento delle prove, né di fuga. Per l’accusa, Giovanni sarebbe l’organizzatore del sodalizio criminale e l’amministratore di fatto di numerose società formalmente intestate ad altri, oltre che l’autore di tentativi di estorsione ai danni di debitori. Appena dopo l’arresto, nell’interrogatorio di convalida nessuno dei tre Iannone aveva risposto alle domande del giudice, avvalendosi della facoltà di non rispondere.
Ai domiciliari c’è già il figlio Antonio, difeso dall’avvocato Marcello Lattari, che qualche settimana fa aveva chiesto ed ottenuto l’interrogatorio per il suo cliente davanti al giudice Guido Salvini.
Dai primi dello scorso maggio ha lasciato il carcere per i domiciliari anche Carlo Iannone, fratello di Giovanni, assistito dall’avvocato Parisi. Antonio e Carlo sono accusati di aver partecipato alla gestione illecita di diverse società (Carlo anche con alcuni ruoli formali).

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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