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Spostamento Cps nell'ex villa Salus sospeso per mancanza fondi

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L’associazione che riunisce famigliari e volontari che assistono i malati psichici Didiapsi avvia una raccolta firme per una petizione da inoltrare al sindaco Galimberti in merito allo spostamento del centro psico sociale da viale Trento e Trieste al complesso dell’ex Villa Salus di via Belgiardino. E’ la decisione presa dall’assemblea dell’associazione, i cui vertici (Maria Rita Balsamo presidente, Vincenzo Girelli vice) avrebbero voluto incontrare il direttore generale dell’azienda ospedaliera Simona Mariani, da cui dipende il Cps, per capire tempi e modi dell’operazione, contro cui sono assolutamente contrari. Spostare un servizio per malati psichici non gravi in una struttura adiacente a quella in cui vivono in maniera stabile malati psichiatrici rappresenta infatti un passo indietro nell’approccio alla malattia mentale.

“Nei giorni scorsi – scrive la presidente Balsamo a nome dei famigliari interessati – la Direzione Generale della Azienda Ospedale di Cremona ha ufficialmente comunicato di essere nella impossibilità di incontrare le Associazioni richiedenti per discutere del tema. Il motivo è l’assenza di risposte da parte di Regione Lombardia alla richiesta di A.O. di un finanziamento di euro 300.000 finalizzato alla ristrutturazione del locale di via Belgiardino dove si intende trasferire il Cps .
Prima considerazione: la dottoressa Mariani, a nome dell’Azienda Ospedale di Cremona,  ha dato avvio ad una procedura di richiesta di finanziamento per una collocazione in nuova sede del Cps, senza che del trasferimento fosse emersa la necessità.  Ancora una volta si ribadisce che utenti, personale e associazioni che operano sul tema della salute mentale non sono stati consultati, né a decisione assunta si è attivato un confronto per presentare le proprie divergenti posizioni. Appare a tutti l’idoneità dei locali attuali ad accogliere i servizi del CPS, senza impegnare una quantità di denaro pubblico per realizzare un luogo alternativo che allo stato attuale non c’é.
Seconda considerazione:  se per la dottoressa Mariani sono prevalenti in questa scelta ragioni economiche, non solo si ritiene doveroso esplicitarle, ma vogliamo ribadire che la questione del trasferimento del Cps riguarda la gestione di un servizio relativo alla salute, ed in particolare della salute mentale che spesso riguarda fasce già fragili della cittadinanza; non crediamo che si intenda mettere in secondo piano la tutela dei diritti rispetto a opportunità di bilancio;
Terza considerazione: la tutela del diritto alla salute dei cittadini passa anche da un luogo di cura facilmente accessibile  – il Cps è vicino a treni, bus, parcheggi – anche dagli utenti che prima si avvalevano degli ambulatori di Pizzighettone  e Casalbuttano, ora chiusi; da un livello di cura che sia in linea con gli standard nazionali e che eroghi prestazioni di buon livello come il Cps ha sempre fatto, grazie alla professionalità e capacità degli operatori, anche dopo importanti riduzioni di personale effettuate in nome di una costante esigenza di risparmiare denaro pubblico.
Di questo avremmo voluto discutere con l’Azienda Ospedale di Cremona. Non avendo avuto adeguato riscontro si è deciso di iniziare una raccolta di firme coinvolgendo i cittadini cremonesi in questa giusta battaglia contro una decisione verticistica che penalizza la popolazione più fragile. Le firme saranno affidate  al Sindaco di Cremona in qualità di responsabile della salute pubblica chiedendo che tuteli i diritti delle persone con sofferenza mentale”.

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