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Cremona Solidale, il bando della discordia E si apre anche il caso dell'Azienda Sociale

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Le nove candidature ritenute idonee per la carica di direttore generale a Cremona Solidale verranno tenute buone anche nell’ambito della seconda versione del bando, quella approvata dal Cda il 30 giugno. Nessuna nota ufficiale arriva da via Brescia (il presidente Emilio Arcaini è in vacanza, vi resterà fino al 20) in merito alla querelle scatenata dalle dichiarazioni di Ilaria Giordano, componente di minoranza, che aveva votato contro la delibera con cui si dava il via libera al bando pubblico per individuare un nuovo direttore generale dopo 5 anni di guida Angelo Gipponi.

Quindi restano sospese alcune domande: com’è andato veramente il consiglio di amministrazione del 30 giugno nel quale, a maggioranza, è stato deciso di riaprire il bando per l’individuazione del direttore generale, dopo che nella prima versione erano arrivate 17 candidature (di cui solo 9  idonee)?  Era il caso di aspettare l’ultimo mese utile (giugno), per mettere in dubbio la continuazione del rapporto con l’attuale direttore generale? Non si poteva emanare prima il bando anzichè a ridosso della scadenza?  E chi è il responsabile della prima versione del bando, successivamente rifatto? La vicenda si può solo ricostruire, partendo dalla prima data, l’11 giugno, con la pubblicazione del primo bando, con scadenza il 22 dello stesso mese. Tempi strettissimi e, secondo diversi addetti ai lavori, con scarsa pubblicizzazione e requisiti per l’accesso estremamente restrittivi: laurea quadriennale o quinquennale in Scienze Politiche o Giurisprudenza quanto ai titoli, oltre alle varie esperienze nel settore. 17 le domande pervenute, 9 quelle idonee. E’ solo a questo punto che all’interno del cda, e forse anche per l’interessamento del Comune, ci si rende che un bando del genere avrebbe potuto dare adito a contestazioni. Siamo al 30 giugno: il cda che si riunisce per  valutare i curriculum  della prima versione decide a maggioranza di riaprire i termini spostandoli al 17 luglio. Viene ampliato l’elenco dei titoli di studio, che a questo punto diventano “diploma di laurea specialistica rilasciato ai sensi del D.M. 509/1999, ovvero diploma di laurea di durata almeno quadriennale conseguito secondo il previgente ordinamento”. Inoltre viene data maggiore pubblicità al bando.  Votano a favore i componenti di maggioranza, compreso il presidente; contraria ancora Ilaria Giordano, per gli stessi motivi dell’11 giugno. I voti a favore sono del presidente Emilio Arcaini, indicato direttamente dal sindaco Galimberti;  Maria Cristina Manfredini, vicepresidente indicata dal Pd; Alessandra Cappelletti (Pd); Andrea Grazioli (Sel).

“Guarda caso ogni volta che c’è il centrosinistra al governo, Cremona Solidale ha dei problemi”, è il commento di Luigi Amore, ex assessore alla partita nella precedente amministrazione di centrodestra, intervenuto sulla questione Cr Solidale nell’ultimo consiglio comunale. “Il sindaco e l’assessore Platè hanno assicurato che tutto va bene, ma a me non sembra. Se nell’arco di poco più di sei mesi dall’insediamento il Cda si divide anche tra i suoi membri di maggioranza su una questione, c’è sicuramente qualcosa che non va. C’è una questione di trasparenza praticata solo a parole, afferma Amore, e una di merito, che coinvolge “le persone fragili che sono l’oggetto dell’operare di un’azienda come questa. Saranno loro, e i contribuenti cremonesi, a pagare per gli errori. L’estate è la stagione della programmazione delle attività, le nuove normative regionali pongono una serie di opportunità ma anche di restrizioni, sulle quali è indispensabile agire. Serve un Cda ‘corazzato’ per far fronte a queste sfide e invece c’è un cda diviso, composto da molte persone che vivono fuori Cremona, e un direttore generale della cui scadenza si sapeva da mesi e che è stato prorogato all’ultimo minuto per un altro mese”. Per queste ragioni Amore chiederà un accesso agli atti per capire come sono andate le cose il 30 giugno.

Ma il settore sociale ha visto di recente anche un altro rinnovo, quello del direttore dell’Azienda Sociale del Cremonese, consorzio di 47 comuni che condividono i servizi sociali secondo i Piani di Zona, con capofila Cremona. “Il direttore uscente – afferma Amore facendo un parallelo col caso Cremona Solidale – era in proroga da settembre, si sapeva della scadenza del suo contratto eppure è stato tenuto ‘in salamoia’, per mesi, fino alla stipula di un nuovo contratto quadriennale avvenuta in sordina”. Anche qui si tratta di un’azienda destinata a cambiare profondamente nei prossimi mesi: il Cda, che vede di diritto come presidente l’assessore al Welfare di Cremona Mauro Platé, si è dato come obiettivo il cambio di statuto che ridefinisce il compito del cda stesso. Questo sarà composto soltanto da tecnici in modo da separare più nettamente rispetto a quanto avvenuto finora, la parte programmatoria – politica da quella esecutiva. I sindaci saranno rappresentati in maniera più ampia rispetto all’attuale cda, all’interno di un Comitato  esecutivo, col compito appunto di fare programmazione. E’ in questo contesto che sarebbe maturata l’idea di riconfermare Ettore Uccellini, direttore uscente, per altri quattro anni, fermo restando che la carica è fiduciaria da parte del cda e può essere revocata. Alcuni sindaci avevano espresso perplessità circa questa riconferma.

Sia gli amministratori di Cremona Solidale che quelli dell’Azienda sociale non percepiscono compensi.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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