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Polizia Provinciale, pochi controlli in barca: mancano soldi per carburante

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Foto Sessa

Il presidio e controllo del fiume Po è un’incombenza sempre più difficile dal momento che i fondi sempre più scarsi non consentono alla Polizia Provinciale di uscire spesso con la barca per i controlli: il costo del carburante è una spesa impegnativa, che non consente più di una uscita a settimana, vista la situazione di ristrettezza estrema che sta vivendo l’ente a causa dei tagli del Governo.

“Quello del presidio del territorio, e del fiume in particolare, è uno dei tanti compiti della Provincia, attraverso l’azione della Polizia provinciale, che è rimasto uno dei pochi corpi con un battello da utilizzare nel fiume” evidenzia il presidente Giancarlo Vezzini. “Il problema è che, nell’ambito della riorganizzazione delle province, non è chiaro quale sarà il ruolo di questo corpo e se verrà mantenuto. Spero che il Governo tenga conto del fatto che un presidio sul fiume è fondamentale per un territorio come il nostro. Ad esempio i controlli sulla pesca di frodo, che alcuni mesi fa era diventato un problema notevole”.

Per Vezzini bisogna iniziare a pensare al territorio “come ad uno spazio che va oltre la provincia di Cremona: bisogna lavorare insieme ad altri territori sui temi fondamentali, anche per accedere a bandi europei”.

Nel frattempo l’ente rimane ancora in stand-by: l’approvazione del bilancio, che doveva essere fatta entro fine luglio, pare slitterà alla fine di settembre. Questo consentirà alla Provincia di avere ancora un po’ di fiato. Anche in attesa dell’approvazione definitiva del decreto sugli enti locali, che dovrebbe contenere indicazioni anche sugli ammortizzatori sociali.

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