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Festa del Torrone, la versione 'allungata' mostra qualche crepa

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Battuta d’arresto nella proposta lanciata dal Comune di spostare i banchi del mercato da Piazza Stradivari a corso Vittorio Emanuele II nei due sabati e nel mercoledì che cadono nel periodo di svolgimento della festa del Torrone, dal 21 al 29 novembre (ma ci sarà un prologo a favore di Expo tra 24 e 25 ottobre). La commissione consultiva che riunisce i tecnici comunali e i rappresentanti degli imprenditori non ha avvallato la proposta, seppure con diverse sfumature. E alla fine la presidente di commissione, l’assessore al Commercio e alla rigenerazione urbana Barbara Manfredini, ha assicurato che porterà in giunta le varie opinioni la prossima settimana, per tirare le conclusioni. Stando così le cose, però, la bilancia sembra pendere sul lato del no al cambio d’assetto rispetto alle ultime due edizioni, con i banchi del mercato spostati dalla loro sede ufficiale (piazza Stradivari e dintorni) solo per una delle tre giornate.

A parte la posizione di Anva e Confesercenti, per cui la questione dello spostamento non è nemmeno da discutere sulla base di regolamento comunale e di altre fonti normative, Confcommercio ha fatto emergere altri tipi di criticità collegati alla versione estesa della festa, nove giorni anzichè i quattro (dal giovedi alla domenica) delle prime edizioni. “La premessa è che gli operatori del commercio ambulante hanno esattamente gli stessi diritti e la stessa dignità di quelli in sede fissa”, afferma Paolo Regina, segretario generale di Ascom Confcommercio, intervenuto come uditore in commissione. “Condividiamo la proposta del Comune di spostamento dei banchi del mercato in corso Vittorio Emanuele solo nella misura in cui, in questo modo, non si vanno ad oscurare le vetrine e gli ingressi delle attività in sede fissa, come invece purtroppo è avvenuto lo scorso anno. Ma se il Comune trovasse un’altra soluzione che non vada ad intaccare l’assetto del mercato, troverebbe la nostra approvazione”.  Confcommercio focalizza l’attenzione sui disagi che lo scorso anno hanno subito molti negozianti fin dalle fasi di montaggio degli stand del torrone, soprattutto nei corsi Campi e Garibaldi. Vetrine in parte oscurate e ingressi difficoltosi, “oltre a qualche problema causato alla circolazione – aggiunge Regina – E non solo nei giorni di maggiore afflusso di visitatori, ma anche in quelli di stanca”. Peraltro, il rappresentante della Fiva (gli ambulanti di Confcommercio) presente all’incontro, ha sostenuto l’opzione di non spostare il mercato. Perplessità su alcuni aspetti assunti negli ultimi anni dalla festa del Torrone sono giunti anche dal rappresentante di Coldiretti, riprendendo il concetto che sia la festa a doversi adattare alla città e non viceversa.

Confesercenti dal canto suo ha difeso la linea già nota: non si può invocare l’interesse pubblico per chiedere un sacrificio al mercato, perchè Sgp, organizzatore da parecchie edizioni dell’evento, è un soggetto privato con finalità economiche, esattamente come gli ambulanti. Inoltre la rassegna stampa dell’ultima edizione, in cui si era trovato il compromesso tra esigenze della festa e quelle degli ambulanti, testimonia il successo di quella formula. La discussione si è poi incentrata sul dettato dell’articolo 21 del regolamento comunale e sull’interpretazione di ‘esigenze di carattere straordinario’.  In sostanza, la versione ‘allungata’ della festa, varata due edizioni fa e spostata con entusiasmo dagli sponsor, comincia a mostrare le prime crepe, sia per la coesistenza con la sede fissa, sia per gli eterni problemi col mercato. E qualcuno sta già pensando che forse un ritorno alla formula originaria del week end (più giovedi e venerdì), sarebbe preferibile.

g.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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