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Per il corteo 'un ordine pubblico ineccepibile, città più sicura'

Il questore Rossetto

Dopo due anni, si chiude a Cremona l’esperienza lavorativa del questore Vincenzo Rossetto, che lascia il servizio attivo per raggiunti limiti di età. In occasione del suo commiato, questa mattina in Questura è stata organizzata una cerimonia alla quale hanno partecipato in moltissimi, tra autorità, colleghi, parenti e amici del questore Rossetto a cui dal primo settembre succederà il nuovo questore Gaetano Bonaccorso, 53 anni, originario di Messina.

Tanti ricordi e molta commozione, nel saluto del questore Rossetto, che conta 32 anni nella Polizia di Stato. “Sono approdato tardi”, ha detto, ricordando di aver lavorato cinque anni in banca prima di intraprendere “questa avventura meravigliosa nella polizia”.

Del suo breve ma intenso lavoro a Cremona ha tracciato un bilancio più che positivo: “credo di aver fatto del mio meglio”, ha spiegato, “c’è stato un calo dei reati, abbiamo gestito eventi importanti come il corteo antifascista del 24 gennaio, l’emergenza profughi è ancora in atto, ma sono soddisfatto di quello che ho fatto. Cremona avrà sempre un posto nel mio cuore, è una città nella quale ho tanti amici e che non dimenticherò”.

Nel suo discorso, il questore ha voluto rimarcare gli eventi della manifestazione del 24 gennaio, il corteo antifascista organizzato in riposta al pestaggio, la settimana precedente, di Emilio Visigalli, attivista del Dordoni ferito gravemente dai militanti di estrema destra. Una giornata, quella del 24 gennaio, in cui Cremona è stata devastata. “Ma il patrimonio artistico della città è stato preservato”, ha sottolineato il questore, “non ci sono stati feriti né dalla parte delle forze dell’ordine, né dalla parte dei manifestanti”.

Il questore Rossetto con il questore di Milano Luigi Savina

“La manifestazione è stata gestita nel migliore dei modi”, ha ribadito Rossetto, che ha voluto ringraziare il questore di Milano Luigi Savina e il dirigente della Digos di Milano Claudio Ciccimarra, entrambi presenti al saluto, “per la collaborazione nel servizio di ordine pubblico, realizzato a tavolino e ineccepibile”. Il questore Rossetto ha ringraziato anche la magistratura cremonese “per l’ottima risposta sul piano investigativo – abbiamo arrestato 16 persone”. Ringraziamenti anche al prefetto Paola Picciafuochi “per la grande armonia creata tra tutte le istituzioni, abbiamo fatto una grande squadra, ci sono stati effetti positivi sulla sicurezza e la gente l’ha capito”. Un grazie anche al sindaco, ai carabinieri, a tutte le forze dell’ordine, al  comandante dei vigili urbani Pierluigi Sforza, definito “un funzionario ad honorem della Questura”, ai tanti amici, tra i quali Rossetto ha citato l’ex sindaco Oreste Perri, ora presidente regionale del Coni, ai colleghi della Questura di Milano, in particolar modo al questore, “con il quale ho un debito di riconoscenza che probabilmente non riuscirò mai ad onorare”, e ai colleghi della Questura di Padova, “la mia casa e la mia famiglia”. Un grazie speciale, naturalmente, alla sua vera famiglia, ai suoi due figli e alla suocera, e in particolare alla moglie Patrizia, “una donna straordinaria che mi ha sempre sostenuto”.

L’INTERVISTA

Signor questore, un suo bilancio di questi due anni passati a Cremona

“Il bilancio è positivo, lascio una città più sicura di quando sono arrivato, c’è stato un calo dei reati predatori, abbiamo affrontato problemi di un certo rilievo, come l’ordine pubblico del corteo del 24 gennaio, l’emergenza profughi resta in tutto il territorio nazionale, e quindi anche a Cremona, ma finora abbiamo saputo farvi fronte”.

Ha realizzato tutto ciò che si era proposto ?

“Tutto, anche grazie alla mia squadra di lavoro, piccola quantitativamente, ma grande a livello qualitativo”.

I disordini dello scorso inverno possono essere considerati un momento isolato o sono da considerarsi un problema dovuto a caratteristiche socio politiche della città ?

“Tutto è iniziato dal fatto dannatissimo dello stadio, da una rissa tra opposti estremismi che ha provocato il gravissimo ferimento di una persona. E’ un episodio che non ha fatto altro che incrementare  una contrapposizione già netta che esiste anche in altre città italiane. Qui il pericolo è stato che a Cremona, per un evento fortuito, sono arrivati oltre tremila aderenti dei centri sociali da tutta Italia, e tra loro molti estremisti. La manifestazione, comunque, ha prodotto l’effetto di calmare gli animi di questi estremisti, la cittadinanza si è ribellata e loro si sono sentiti additati. La tensione, quindi, si è attenuata, anche perché la risposta sul piano investigativo è stata notevole”.

Lo stato di salute della sicurezza in città e in provincia ?

“Cremona è una città tranquilla, anche se, come si è visto, bisogna sempre tenere alta la guardia. I reati predatori sono diminuiti, ma la crisi inevitabilmente incide su questi fattori. Sta a noi effettuare servizi di prevenzione e dare sicurezza ai cittadini. Finora ci siamo riusciti. Ora stiamo affondando l’emergenza profughi”.

Cosa farà ora il questore Rossetto ?

“Credo mi dedicherò a fare il dirigente sportivo, almeno così mi piacerebbe. Ho sempre praticato sport, in particolare calcio, tennis e nuoto”.

Cosa porta con sè di Cremona ?

“Cremona è una città accogliente, ho sentito la vicinanza di tutta la cittadinanza e l’apprezzamento nei confronti della polizia e delle forze dell’ordine in generale. Lascio qui tanti amici per i quali tornerò”.

Sara Pizzorni

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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