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Curia vs Comune, lo scontro sull'Imu finisce a giudizio

Una volta c’erano don Camillo e Peppone che animavano le trame dei racconti di Giovannino Guareschi nel piccolo paesino di Brescello. Ora ci sono il sindaco Gialnuca Galimberti, cattolicissimo con una sfumatura di rosso e il capitolo della cattedrale, ad animare le giornate cremonesi. La Diocesi ha presentato infatti la costituzione in giudizio nel ricorso avverso la richiesta Imu 2012 davanti alla Commissione tributaria provinciale di Cremona, che dovrà dire la sua.

Stamattina la comunicazione è andata in giunta, portata dall’assessore Maurizio Manzi. Il duello per alcuni dei beni che fanno parte del patrimonio della curia, va avanti. Tutto  inizia nel 2012 quando la Diocesi versa un’imposta di 3.640 euro circa sulle sue proprietà immobiliari (chiese escluse). Parte una prima richiesta di restituzione della somma, basata sulle disposizioni che prevedono l’esenzione per gli enti e le associazioni no profit che non svolgono attività commerciali.

In Curia, evidentemente, si ritiene di rientrare in questa casistica. Ma la sollecitazione non viene accolta. In novembre dello scorso anno scatta una seconda domanda di riavere quanto pagato nel 2012 ma in Comune non si smuove nulla. Da qui la costituzione in giudizio. Dalla Curia fanno sapere che è una questione più che altro di interpretazione di norma. Visto che il comune dovrebbe restituire alla curia l’esigua somma di 702 euro. Ecco allora la decisione di rimandare tutto a un soggetto terzo, la commissione tributaria provinciale.

Sgal

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