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Spaccio di marijuana, boom a Cremona Le forze dell'ordine alzano la guardia

Forze dell’ordine sempre più frequentemente contro lo smercio di marijuana. Sembra abbia avuto un’impennata la circolazione di tale sostanza nel mercato cremonese della droga. E di pari passo è inevitabilmente cresciuto l’impegno su questo fronte da parte di investigatori e operatori di pattuglia. Le tasche di spacciatori e clienti risultano decisamente spesso rigonfie di “maria” da fumare. Lo raccontano diversi agenti. E i dati sui sequestri evidenziano questa presenza sempre più forte. Se nel caso delle altre sostanze, come cocaina, eroina e hascisc, le quantità annuali sequestrate dal 2010 sono sostanzialmente stabili o assumono oscillazioni medie di pochi chilogrammi (eccezion fatta per il sequestro di ben 28 chili di coca nel 2010, per il resto si parla di uno-due chili l’anno di polvere bianca), la marijuana pare al centro di un incremento del proprio peso.

Osservando i dati più recenti, quelli riferiti ai 12 mesi del 2014, si scopre come siano stati oltre 45 i chili di marijuana sequestrati nel territorio cremonese. Per la precisione, 45,17. Un boom rispetto agli anni precedenti. I numeri arrivano da conteggi ufficiali, confluiti nei rapporti redatti dalla Questura e dai Comandi di carabinieri e guardia di finanza, indirizzati alla Direzione centrale per i servizi antidroga del Viminale. L’anno prima i chili di marijuana sequestrati dalle forze dell’ordine erano stati 2,46. Nel 2012, 14,77. Solo un chilogrammo circa nel 2011 e nel 2010. C’è da dire che una grossa fetta dei 45,17 chili del 2014 arriva da un maxi-intervento della guardia di finanza, che a maggio di quell’anno ha arrestato un cittadino albanese trovato in possesso di 40 chili (15 su un’automobile e il resto in un garage di via Giordano, nel capoluogo). Un affare illecito (sventato) che, si potrebbe anche pensare, forse è un’eccezione e non la regola per Cremona e la sua area. In ogni caso restano più di cinque chili scoperti in un solo anno (da ricordare ad esempio il senegalese preso con 75 grammi a marzo in città dai carabinieri, il nigeriano bloccato con un chilo e 200 grammi sempre dai carabinieri e sempre a Cremona a maggio, la coppia di italiani trovata dalla polizia complessivamente con 180 grammi lo stesso mese ancora una volta in città o il 34enne di Gadesco arrestato a ottobre dall’Arma perché scoperto con 50 grammi e accusato di rifornire gli studenti). Una quantità, i più di cinque chili, comunque considerevole se raffrontata con i dati degli ultimi anni.

Insomma, mentre da un lato appare pressoché costante nella sua portata il fenomeno dei “piccoli coltivatori”, cioè di coloro che si organizzano con piantine in casa o in luoghi a loro accessibili (una cinquantina l’anno quelle sequestrate), dall’altro le organizzazioni criminali dedite al commercio su più larga scala sembrano aver rafforzato la propria attività dalle parti del Torrazzo. Non resta che attendere la fine del 2015 per verificare l’andamento della questione. Dopo i 200 grammi rinvenuti in un’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di due ragazzi a marzo nel capoluogo, la serra di “maria” trovata dai militari dell’Arma nella disponibilità di un imprenditore edile di Fiesco arrestato a giugno o i 200 grammi sequestrati una settimana fa dalla polizia a un 33enne toscano residente in città e finito in arresto. Giusto per citare gli interventi più rilevanti degli ultimi mesi.

Michele Ferro
redazione@cremonaoggi.it

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