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Crema, in tremila al concerto verticale in S. Maria della Croce

Un evento unico, commovente, bello da vedere e da vivere, da gustare e partecipare. Crema lo ha avuto venerdì sera a Santa Maria della Croce con il suo “Concerto Verticale” per ricordare l’11 settembre 2001 e commemorare le vittime dell’attentato terroristico nel cuore dell’America. L’idea di Angelo Dossena, un nostro genio dell’organizzazione di eventi a cui dovremmo ricorrere più spesso,  ha permesso ad oltre tremila persone di vivere una serata così intensa da diventare memorabile. Merito della grande musica del Requiem di Mozart, dell’esecuzione del Coro Sinfonico di Milano (maestro del Erina Gamberini), dell’orchestra sinfonica Giuseppe Verdi diretta da Ruben Jais, dei quattro solisti lirici (sentiremo ancora parlare di loro) e della bellezza, leggerezza e fascino della basilica di Santa Maria della Croce a cui studi recenti attribuiscono la mano o meglio l’idea di Leonardo da Vinci, ma il mix è stato davvero magnifico.

E poi l’idea di collocare nelle loggette della Basilica il coro di Santa Maria della Croce (diretto da Luca Angelini)  per dare verticalità alla vista e alla esecuzione del Requiem, così da richiamare la verticalità delle torri gemelle abbattute dalla barbarie terroristica. Duemila sedie sono state approntate dagli organizzatori (Comune di Crema, Diocesi, Consiglio di Regione Lombardia  nel quadro di Expo) ma almeno un migliaio di persone sono rimaste in piedi lungo il viale che porta alla Basilica. Entusiasti il console americano a Milano, il sindaco Bonaldi e il presidente del Consiglio Regionale Cattaneo che hanno spiegato il significato dell’evento.Poi la musica, intensa ed eseguita magistralmente dall’ensemble (coro e orchestra Verdi che nei prossimi giorni saranno a Salisburgo con lo stesso programma) e dai quattro solisti (Giulia Semenzato, Sonia Prina, Anicio Zorzi Giustiniani, Luigi de Donato). Prima del concerto le voci di Giulia Semenzato e Anicio Zorzi hanno intonato gli inni americano e italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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