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Tamoil: tante ombre sui 4 licenziamenti senza preavviso

Il caso del licenziamento di quattro dipendenti della Tamoil è arrivato sul tavolo del sindaco, che nel pomeriggio ha incontrato i lavoratori accompagnati dai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil. Sindaco Galimberti e vicesindaco con delega al lavoro Maura Ruggeri  si sono detti umanamente vicini ai lavoratori, ai quali hanno espresso la massima solidarietà. Già domani verrà cercato un contatto coi vertici aziendali per comprendere le ragioni di un cambio di rotta tanto drastico, rispetto all’atteggiamento finora avuto nei confronti della forza lavoro rimasta in campo dopo la ristrutturazione aziendale di quattro anni fa. Gi stessi sindacati  esprimono stupore per un atteggiamento del tutto anomalo da parte di un’azienda di queste dimensioni e con la quale i rapporti sindacali sono sempre stati improntati a correttezza. In questo caso invece, con le lettere di benservito consegnate direttamente agli interessati, senza alcuna intermediazione sindacale, si crea un precedente che dà da pensare anche riguardo agli impegni che l’azienda si era assunta firmando l’accordo al Ministero. Nessuno lo esprime chiaramente, ma un pensiero che inizia a farsi sentire è che gli esiti del processo per inquinamento ambientale e la decisione del Comune di costituirsi parte civile nel processo d’appello possano aver influenzato queste ultime mosse. “Non ci voglio neanche pensare”, afferma al proposito Marco Arcari, segretario Filctem Cgil – sarebbe al limite del cinismo colpire i più deboli da tutti i punti di vista, lavoratori di 50 anni e più”.

I licenziamenti gettano un’ombra pesante, continua Arcari, “circa i progetti di riconversione industriale annunciati tempo fa da Tamoil; un’azienda che vuole investire non lascia a casa quattro persone in questo modo, è un  atteggiamento che fa pensare piuttosto ad un abbandono, magari non immediato. E’ un atteggiamento incomprensibile, che mai nessuna azienda in questo settore ha adottato, considerate le buone relazioni sindacali che caratterizzano il nostro settore”.

Per il momento i sindacati, che confermano stato di agitazione e blocco di straordinari e di ogni altra forma di impegno extra orario, non hanno ancora contattato l’azienda, ma lo faranno in settimana per un primo incontro chiarificatore.

Tra le motivazioni che potrebbero aver indotto al taglio, c’è un calo di attività di deposito: da poco Mantova  ha ripreso l’attività e il traffico su Cremona potrebbe averne risentito, ma non in misura tale da giustificare  scelte tanto drastiche.

Giuliana Biagi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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