Cultura
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Cremona, il Museo del Violino e la liuteria d'eccellenza oggi

Cremona e la sua tradizione liutaria sono stati protagonisti, ieri, al Castello Sforzesco di Milano, della rassegna “Arti e Mestieri: le mani sapienti”, un progetto culturale, pedagogico e didattico promosso dalla Fondazione Antonio Carlo Monzino in collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.  L’incontro “Maestrie contemporanee”, ieri nella Sala della Balla, tra gli arazzi Trivulzio, è stata occasione di riflessione sulla liuteria d’eccellenza oggi. Aprendo gli interventi Francesca Tasso, conservatore del Museo degli Strumenti Musicali di Milano, ha subito spiegato come i Musei siano chiamati anche a conservare e valorizzare esperienze e testimonianze significative di oggi.
“Il Museo del Violino – ha sottolineato il direttore generale Virginia Villa –  racconta cinque secoli di liuteria cremonese, seguendo una traccia di arte e artigianalità che dalle botteghe tardo rinascimentali giunge fino ad oggi”. Ma il Museo non esaurisce il proprio compito con l’esposizione degli strumenti vincitori di medaglia d’oro al Concorso Triennale, bensì mantiene un dialogo vivo con i costruttori contemporanei, attraverso incontri, pubblicazioni, schede tecniche. Proprio il ruolo del Museo ed il Concorso come volano di esperienza e promotore di crescita è stato sottolineato dai maestri liutai Primo Pistoni, due volte vincitore della Triennale, e Luca Primon, giudice nell’ultima edizione della rassegna.“Il rapporto diretto con gli autori– ha osservato il maestro Fausto Cacciatori, conservatore delle collezioni MdV – offre grandi possibilità di approfondimento. È compito del Museo promuovere queste fondamentali occasioni di conoscenza che diventano momento fondamentale nel percorso di tutela e valorizzazione di un patrimonio materiale ed immateriale unico al mondo”.
“A Cremona – ha concluso il sindaco Gianluca Galimberti – presso la Scuola Internazionale di liuteria, ci si prepara a diventare liutai, nella terra di Stradivari, Amati, Guarneri del Gesù. E la loro energia è ancora presente. Qui crescono grandi musicisti all’Accademia Stauffer e all’Istituto Monteverdi. Qui si studia il suono nei laboratori di ricerca dell’Università di Pavia e del Politecnico presso il Museo del Violino e nel prossimo corso di Ingegneria Acustica al Politecnico, grazie al sostegno della Fondazione Arvedi Buschini. Qui le botteghe liutarie sono tra le più ricche al mondo per numero e qualità. Qui, nello Scrigno dei tesori del Museo del Violino, si ammirano i violini dei grandi maestri, che sono opere d’arte, e si ascolta il loro suono che nasce dalla storia e che ogni volta racconta una novità di emozioni. Nella nostra città si ascolta musica, nuova e antica, nei teatri e negli auditorium, nelle vie e nelle piazze. Questa è la patria del suono, della musica e della creazione degli strumenti ad arco. E non c’è altra città paragonabile alla nostra. Abbiamo una responsabilità nei confronti del mondo: quella di raccontare la nostra unicità”.
Il prossimo incontro, dal titolo “Mecenati del nostro tempo” – in programma martedì 13 otto.bre, alle 18 sempre al Castello Sforzesco – sarà invece dedicato al tema suggestivo del mecenatismo oggi nell’ambito della musica e della liuteria, con esempi e testimonianze illustri. Interverranno i rappresentanti di alcune fra le più importanti Fondazioni attive in questo campo, dalla Fondazione Arvedi Buschini alla Fondazione Stauffer; dalla Fondazione Bracco alla Fondazione Monzino alla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte.

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