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Il miracolo non riesce in laguna Venezia sconfigge Cremona 73-51

La Vanoli Cremona non è riuscita a sovvertire il pronostico sfavorevole nella gara esterna di Venezia. In laguna si è affermata la squadra di casa dell’Umana Reyer per 73-51 . Al PalaTaliercio i padroni di casa, privi dell’influenzato Peric (ex Vanoli) hanno fatto valere la loro forza, risentendo solo parzialmente dell’impegno infrasettimanale di EuropCup  che li ha visti vittoriosi contro Nancy.  Per Cremona una prestazione ben al di sotto delle sue possibilità in una serata da dimenticare molto in fretta. Eppure la Vanoli parte bene con Cusin che trova gli inserimenti sotto canestro e porta avanti i suoi sul 11-5. In difesa i biancoblu rientrano rapidamente e bloccano le azioni offensive dei veneziani che nonostante ciò con Mike Green e Owens colmano il distacco recuperano e terminano al 10’ avanti 15-14. Due “bombe” consecutive dell’ex Jackson mettono avanti Venezia 21-18 con Pancotto che preferisce chiamare time-out perché vede i locali carichi per accelerare. Cremona inaspettatamente non trova la via del canestro  contrariamente all’Umana Venezia che colpisce da tre punti ed in difesa tampona i tiratori cremonesi. La Vanoli segna pochissimo e gli amaranto allungano 30-18 chiudendo al 20’ 35-21. Nel terzo periodo le due formazioni fanno a gara a chi sbaglia di più e soprattutto Cremona litiga con il canestro ( 7 su 24 da 2 e 1 su 15 da 3). Cazzolato con una “bomba” rompe il digiuno e altri due tiri pesanti di Adegboye e McGee portano gli ospiti a meno 10. Il temibile Goss (comunque ben marcato) ristabilisce le distanze 47-33 al 30’. Viggiano e Tonut insieme a Green e Owens portano i veneziani a più 30 e fine dei giochi. La compagine di coach Pancotto è apparsa troppo rinunciataria e sfiduciata quando Venezia ha acquisto un vantaggio consistente. Alla fine le percentuali dei nostri sono disastrose ma la società deve rimettersi subito al lavoro per preparare con attenzione il delicato  match esterno di domenica a Torino, importante in chiave salvezza.

Marco Ravara

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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