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Provincia, si tratta sui criteri degli esuberi, sindacati scettici su proposta ente

Si riunisce oggi, martedi 27 ottobre, la Rsu della Provincia per ufficializzare la propria posizione rispetto allo schema di criteri per la definizioni degli 'esuberi' nell'organico del nuovo ente di area vasta.

Si riunisce oggi, martedi 27 ottobre, la Rsu della Provincia per definire la propria posizione rispetto allo schema di criteri per la definizioni degli ‘esuberi’ nell’organico del nuovo ente di area vasta. Un tema che comprensibilmente sta creando forti preoccupazioni,  riassumibili nelle parole di Maria Teresa Perin, segretaria provinciale Fp Cgil: “Si tratta di dover dire a delle persone di fare la valigia e, nel migliore dei casi, attraversare la strada per lavorare al Comune di Cremona – pochissime unità – e invece perlopiù, mettersi in viaggio verso altri enti. E’ evidente che i criteri di scelta debbano tenere in considerazione prioritaria i carichi famigliari di ciascuna persona”. La bozza presentata ai sindacati dall’amministrazione non è stata ritenuta soddisfacente dalla Cgil, anche se un parere ufficiale verrà espresso solo successivamente ad un confronto tra le segreterie provinciali. “Teniamo presente che questa non è materia di contrattazione” – sottolinea però Perin, “Ma confidiamo comunque che l’amministrazione ci ascolti”.

Molto probabilmente sarà un’assemblea dei lavoratori – se così deciderà la rsu – a esprimere un ulteriore parere sulla bozza, comunque non vincolante. In sintesi, quella comunicata ai sindacati nell’ultimo incontro prevede la stesura di una graduatoria a punti. 30 quelli attribuibili al massimo per quanto riguarda la situazione personale e famigliare (ad esempio: numero di persone a carico ai fini fiscali; presenza di coniuge non lavoratore; presenza di figli fino a tre anni; titolarità dei benefici della legge 104). 70 punti massimi sono invece attribuiti a seconda della valutazione della professionalità acquisita e delle esperienze lavorative pregresse. Fattori premianti sono l’anzianità complessiva in Provincia (punteggio massimo se superiore ai vent’anni; minimo se cinque); le eseprienze in altri luoghi di lavoro; la valutazione ricevuta nell’ultimo triennio; l’essere titolari di incarichi di responsabilità (p.o.).

 

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