Un commento

Criminale di guerra arrestato
in Germania, uccise Fabio Moreni

AGGIORNAMENTO - Aveva trucidato tre volontari, tra cui anche il cremonese Fabio Moreni, partito nel 1993 per portare viveri e speranza in Bosnia. Il suo assassino, Hanefija Prijic, 52 anni, cittadino bosniaco ricercato dall’Italia, è stato arrestato all’aeroporto di Dortmund.
A sinistra l'arrestato, Hanefija Piric, a destra il cremonese Fabio Moreni

AGGIORNAMENTO – Aveva trucidato tre volontari, tra i quali anche il cremonese Fabio Moreni, partito nel 1993 per portare viveri e speranza in Bosnia, una terra straziata dalla guerra. Un viaggio da cui non tornò mai più. Il suo assassino, si apprende oggi, è stato arrestato lunedì pomeriggio dalla polizia tedesca, che all’aeroporto di Dortmund, in arrivo da Tuzla, ha fermato Hanefija Prijic, 52 anni, cittadino bosniaco ricercato dall’Italia per tentato omicidio, omicidio preterintenzionale e rapina a mano armata. Nel 1993, Prijic, detto Paraga, comandava un battaglione dell’esercito governativo. Con i suoi uomini, in un’imboscata sul monte Radovan, presso Gornji Vakuf (Bosnia centrale), saccheggiò il convoglio e poi ordinò l’uccisione dei tre italiani, Guido Puletti, Sergio Lana e Fabio Moreni. Altri due volontari sopravvissuti, Christian Penocchio e Agostino Zanotti, testimoniarono successivamente al processo contro Prijic, tenuto in Bosnia nel 2001, nel quale l’imputato fu condannato a 15 anni di carcere.

I cinque volontari appartenevano al “Coordinamento bresciano iniziative di solidarietà”, un’associazione laica che portava aiuti alla popolazione bosniaca e ospitava in Italia chi fuggiva dalla guerra, e al gruppo “Caritas di Ghedi”. Secondo i media tedeschi, la procura di Dortmund sta valutando l’opzione dell’estradizione di Paraga verso l’Italia. Il capo del gruppo responsabile della strage è stato condannato in secondo grado dalla giustizia bosniaca il 3 aprile 2002 a 13 anni di carcere per l’uccisione dei tre pacifisti. Ha scontato una parte della pena nel carcere di Zenica prima di accedere ad un regime di semilibertà. Nel corso del processo non ha detto perché, dopo aver derubato gli italiani, li ha consegnati ai soldati per farli uccidere.

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Commenti
  • Mario Camozzi

    speriamo nell’estradizione ed in una condanna esemplare in Italia