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Godibile e divertente 'La scala di seta'
nella messa in scena del Ponchielli

Venerdì sera è andato in scena un piccolo gioiello al teatro Ponchielli di Cremona con “La scala di seta” di Gioachino Rossini. La farsa comica – breve, divertente e ben diretta – è stata resa sul palcoscenico con alcune trovate del regista Damiano Micheletto davvero geniali che hanno concesso allo spettatore di godere due ore di buona musica, ben eseguita e coinvolgente a dispetto di un libretto modesto. Brio, senso del comico e ottime voci hanno fatto il resto.
Il regista ha dato davvero quel qualcosa in più che permette di rendere la farsa comica (in un atto, portato a due in questa edizione con l’aggiunta di “Occhietti miei vezzosi” cantata splendidamente da Blansac ma da “L’equivoco Stravagante” dello stesso Rossini) godibile. A cominciare dall’ouverture  con la scena vuota e il trasloco in atto, con facchini che – secondo le indicazioni di un isterico architetto – spostano i mobili e portano in scena su carrelli perfino i protagonisti. Così come assai valida è la trovata del grande specchio che permette di seguire la scena anche dall’alto, come se delle telecamere concedessero allo spettatore inquadrature inusuali di quello spazio, ben reso anche nel disegno di ambienti chiusi, in realtà apertissimi, così da rendere divertente anche l’immaginare la porta chiusa, il muro inesistente, il bagno “potenziale” dove nascondersi, origliare, dove immaginare le porte che si chiudono, che scricchiolano, le maniglie che si muovono. Una trovata che permette di potenziare una scena altrimenti povera, tutta in una sola stanza. Insomma un’operina leggera ma decisamente godibile in questa forma moderna (anche gli arredi da modernissimo open space). Ottime anche le voci da Giulia (Bianca Tognocchi) a Lucilla (Laura Verrecchia bravissima anche a recitare nei panni di una vampissima e ringalluzzita zitella), da Blansac (Leonardo Galeazzi, bella voce davvero ) a Dorvil, tutti applauditi. Applausi anche a Filippo Fontana, basso buffo di livello per  un Germano davvero riuscito.
Si replica domenica 8 novembre alle 15,30.

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