Un commento

Pomì al Palaradi, 1500 euro
d'affitto all'anno in cambio
di lavori nelle palestre

Le palestre del Cambonino, di San Felice e la Spettacolo di via Postumia, oltre ad alcuni degli impianti sportivi di piazzale Azzurri d'Italia, saranno i beneficiari della convenzione siglata tra Pomì Casalmaggiore e Comune di Cremona per l'utilizzo del PalaRadi.

Le palestre del Cambonino, di San Felice e la Spettacolo di via Postumia, oltre ad alcuni degli impianti sportivi di piazzale Azzurri d’Italia , saranno i beneficiari della convenzione siglata tra Pomì Casalmaggiore e Comune di Cremona per l’utilizzo del palaRadi. La società sportiva, in cambio dell’utilizzo del palasport fino al 30 giugno 2017, si è impegnata ad effettuare lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria per un valore di 28.500 euro per ciascuno dei due anni della convenzione. In cambio, godrà di un canone d’affitto irrisorio per l’utilizzo del PalaRadi, secondo le modalità concordate con la Vanoli, per 1500 euro l’anno. Il Comune strappa quindi alla società casalasca l’impegno a mettere mano alle malridotte, strutture sportive cittadine, una delle quali, la Spettacolo, periodicamente destinataria di risorse comunali. L’impianto del Cambonino invece, lo scorso inverno presentava una situazione disastrosa nell’area bagni, docce e spogliatoi, con cadute di calcinacci a causa del distacco degli intonaci. Quanto ai malridotti impianti comunali di piazzale Azzurri d’Italia, basti ricordare che su tre vasche natatorie, due sono fuori uso, mentre l’ingresso comune è spesso interessato da infiltrazioni. E poi ci sono il bocciodromo, il campo da calcio e il circuito di pattinaggio.

Anche con la Vanoli Guerino Basket il Comune ha da poco rinnovato la convenzione, che prolunga l’utilizzo del PalaRadi fino al 30 giugno 2018, per un canone annuo di 5000 euro e un programma di interventi migliorativi sulla struttura per 20mila euro. Tra questi, è già stato portato a termine ad esempio, l’impianto di illuminazione a led.

g.biagi

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Commenti
  • cactus

    Certo che se un Comune come quello di Cremona non riesce a trovare 28.000 euro in anno per fare manutenzione agli impianti sportivi è meglio che chiud, e chi lo amministra si faccia da parte. Bastava non nominare due mesi fa una nuova posizione organizzativa di alta specializzazione, in arrivo dalla defunta Provincia di Cremona, per dirigere una scatola praticamente vuota come il distretto culturale e i soldi per gli impianti sportivi ci sarebbero stati.