Cronaca

L'assessore Manfredini a Parigi: 'Clima surreale, ma si guarda al futuro'

La vita a Parigi due settimane dopo gli attentati che hanno colpito al cuore la capitale francese e alla vigilia del summit mondiale sui cambiamenti climatici. La testimonianza dell'assessore Alessia Manfredini.

di Alessia Manfredini

Viaggio organizzato da tempo per rivedere Parigi dopo 15 anni, per assaporare l’anteprima del Cop21 e per raggiungere un’amica cremonese che da tempo vive e lavora qui a Parigi, ho deciso di venire comunque e anzi approfittarne per capire come Parigi sta vivendo questi avvenimenti terribili.
Ed è proprio per questa ragione che appena arrivata in città dall’aereoporto Charles de Gaulle, – spettrale, deserto, con militari operativi, in pieno stato di allerta – in senso di vicinanza e di cordoglio verso i tanti ragazzi vittime dei folli gesti degli attentatori, ho voluto subito ripercorrere le strade le cui immagini su tv, giornali e online hanno invaso le nostre case le scorse settimane. Ho camminato lungo Boulavard Voltaire, rue de Charonne, place de la Republique mi sono fermata e ho condiviso il dolore assieme alle tantissime persone che in queste ore, in questi giorni, in queste settimane posano fiori, accendono ceri, lasciano messaggi di cordoglio e speranza  sui luoghi degli attentati. Pernotto proprio nell’Arrondisment numero 11, il quartiere più’ colpito, dove la presenza fissa di Polizia e le frequenti camionette di militari hanno l’effetto di infondere più sicurezza nei cittadini, ma anche non permettono loro di tornare alla normalità.
La Francia intera e Parigi soffrono perché i terroristi hanno voluto colpire la vita e l’arte di vivere francese, colpendo il cuore dei locali di Parigi con i suoi giovani, così vitali, liberi e uniti nella loro diversità. Si percepisce che la città sta reagendo, con la sua energia e una forza rinnovata, ma certo a rilento.  Basta prendere la metro, passeggiare nelle strade parigine per capire che tante persone  prediligono posti meno affollati e meno turistici, sono più prudenti, la polizia è molto presente, così come i controlli entrando nei luoghi pubblici, come musei o negozi, e alla sera magari si sta in casa in compagnia a chiacchierare anziché andare in una brasserie o in bistrot. L’atmosfera  è cupa, ma le persone trovano forza nello stare insieme, unite, a parlare e processare insieme questo grande lutto, questo attacco così vigliacco alla vita e alla libertà.
Durante l’omaggio ufficiale alle 130 vittime da parte del Presidente Hollande agli Invalides, io ero lì a pochi metri, stavo passeggiando tra Musée d’Orsay e gli Champs Elysées, ho pensato che la migliore risposta che Parigi, la Francia e noi tutti possiamo dare è proprio quella che ha detto il presidente Hollande: continuare ad amare ancora di più la vita e batterci per quello che crediamo.
Per questo mi auguro che anche il COP21, (l’acronimo della conferenza delle Nazioni Unite sul clima, in programma proprio da domenica Parigi fino all’11 dicembre) dia una risposta forte di speranza per il futuro.

parigidentro2 In questa conferenza, gli stati membri sono chiamati a dare delle risposte concrete per contenere il cambiamento climatico che minaccia le nostre società e le nostre economie. Il Ministro dell’ambiente francese, Ségolène Royal, in un intervento anticipatorio della conferenza ha affermato che la sfida del clima è soprattutto una sfida di speranza, che ci impegna per il futuro, che si contrappone nettamente con la sfida del terrorismo, che è una sfida di non speranza.
Da Parigi, anche alla luce dell’intervento del Presidente del Consiglio ieri all’università Sorbona, resto convinta che un futuro da vivere insieme e i nostri sogni devono continuare ad essere i nostri primi ideali.

parigi fiori

 

 

 

 

 

 

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...