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Piste ciclabili: viale Trento
Trieste, via Brescia, Migliaro
e Zaist le priorità

La Giunta ha individuato i quattro percorsi ciclabili a cui dare priorità per la progettazione preliminare, necessaria per concorrere all'assegnazione dei fondi Fesr. Spicca viale Trento e Trieste, problema irrisolto da anni.
foto Sessa

Sono le traiettorie lungo viale Trento e Trieste, via Bergamo, via Brescia e via Mantova le priorità per la realizzazione delle piste ciclabili (alcune delle quali previste nel Biciplan (che oggi pomeriggio andrà in discussione in commissione, con espressione di parere). La giunta ha deciso di partecipare al bando dei fondi Por- Fesr 2014 -2020 che finanziano la mobilità ciclistica e per questo è necessario predisporre in tempi brevi dei progetti preliminari. Verranno eseguiti dall’ufficio progettazione della Provincia di Cremona, che con il Comune ha stipulato da poco una convenzione per l’utilizzo di questi servizi. L’importo complessivo stimato per la realizzazione delle quattro ciclabili ammonta a ben 2 milioni 300 mila euro che il Comune conta di reperire, almeno in parte tramite i fondi europei di sviluppo. L’affidamento alla Provincia della progettazione preliminari costerà invece 4mila euro.

Gli itinerari di via Brescia, via Mantova e via Bergamo  fanno parte dei 16 tracciati radiali centro – periferia descritti nel Biciplan approvato dalla giunta il 2 dicembre. Per quanto riguarda via Brescia si tratta di collegare piazza Libertà all’ospizio di Cremona Solidale: circa 2,4 km di cui esiste in pratica solo il sottopasso di via Brescia al centro delle polemiche. Il tratto più lungo e difficoltoso da realizzare è quello da via san Bernardo a via Zocco, 900 metri su strada ad alta precorrenza veicolare e molto stretta.

Il tracciato di via Mantova collegherà piazza Libertà al quartiere Zaist, con diramazione tra via Mantova e via Postumia attraverso via Corte. 2,8 km che vanno a toccare punti strategici come la casa di cura San Camillo, lo stadio, Foro Boario. E’ da realizzare per circa il 70%. Il collegamento tra Piazza Risorgimento e il Migliaro costituisce  invece la finalità del percorso lungo via Bergamo, utilizzando il sottopasso di via Filzi e via San Francesco d’Assisi. Qui è stato realizzato circa il 40% del tracciato, con una parte che però necessita di sistemazione. La lunghezza complessiva è di 2,7 Km.

Discorso diverso per viale Trento e Trieste. Fa parte del ring esterno e rappresenta uno dei percorsi circolari attorno alla città di cui il Biciplan non parla, perchè andranno inseriti nel riordino della mobilità urbana all’interno del Pum (Piano urbano della mobilità). All’epoca dell’istituzione dei sensi unici lungo viale Trento e Trieste e via Dante non si pensò di riservare una corsia protetta per i ciclisti, che da allora ne pagano le conseguenze.

“Il bando poneva dei vincoli che hanno influenzato totalmente la scelta delle piste 5-17-7-9” spiega Filippo Bonali, consigliere comunale di Sinistra per Cremona, con delega al Biciplan. “Il bando finanzia piste che completano gli itinerari regionali che passano in città. Ad esempio l’itinerario 4 che da Castelverde arriva in centro e prosegue lungo il 10 di via Postumia. Altro itinerario regionale è il numero  7, che dall’ospizio in poi è già progettato dalla Provincia. Inoltre il bando chiedeva di collegare queste piste alle stazioni: di qui la motivazione per completare viale Trento e Trieste in continuità con gli altri tracciati”.

g.biagi

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