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Dal Canada a Cremona:
incontro con ebreo rifugiato
in ex monasteri dopo la Guerra

Un anticipo della 'giornata della memoria', che celebra la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dei soldati sovietici, il 27 gennaio di ogni anno, verrà vissuto sabato prossimo, 16 gennaio, nella biblioteca del seminario vescovile.

Un anticipo della ‘giornata della memoria’, che celebra la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dei soldati sovietici, il 27 gennaio di ogni anno, verrà vissuto sabato prossimo, 16 gennaio, nella biblioteca del seminario vescovile, con il racconto di uno degli sfollati che durante la guerra trovarono rifugio a Cremona per sfuggire alle persecuzioni che erano in atto in tutta Europa. Cremona e precisamente il parco dei monasteri  – quella zona totalmente abbandonata tra via Chiara Novella e via Bissolati – diventarono luogo di accoglienza o di passaggio per numerosi ebrei in cerca di un luogo dove ricominciare e segni evidenti sono rimasti sulle pareti dei fabbricati (ex caserme austroungariche e prima ancora monasteri).

Molte di quelle storie furono raccontate già lo scorso anno dallo storico Angelo Garioni, che sta conducendo da tempo ricerche sul ‘Displaced persone camp’ di Cremona. E così riuscito ad intercettare uno degli ex ragazzi che alla fine della Guerra passarono da Cremona, Sidney Zoltak, classe 1931, polacco che poi si trasferì definitivamente in Canada. La storia cremonese di Zoltak è narrata in alcuni capitoli del libro “My silent pledge: a journey of struggle, survival and remembrance”, edito nel 2013 in Canada.

L’incontro con Zoltak si terrà alle 17 nella biblioteca del Seminario di via Milano, alla presenza dello storico Angelo Garioni e delle bibliotecarie Roberta Aglio e Monica Feraboli.

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