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Malati di smog,
in pneumologia a Cremona
non bastano più i letti

“Ci siamo rotti i polmoni, no allo smog”. È questo lo slogan del dossier di Legambiente “Mal d’aria 2016”, diramato questa mattina dall’associazione ambientalista. Uno slogan chiaro, che centra in pieno il problema reale dello smog: i danni alla salute. Si perche l’inquinamento non è soltanto una questione ambientale ma anche e sopratutto di salute.

Nel 2015 Cremona è stata la settima città italiana su 48 con il più alto numero di giorni di sforamento delle pm10, le particelle killer per la salute: 92 i giorni in cui si sono superati i livelli di massima, 92 giorni cioè tre mesi circa. Un quarto dell’anno con lo smog oltre i livelli di guardia.

Cremona male anche nella classifica dell’ozono troposferico, che è un gas fortemente ossidante e tossico se inalato in grandi quantità, irrita le vie aeree, gli occhi e può portare a diverse patologie cardio respiratorie. Nel 2015 a Cremona i giorni di di superamento dei valori nell’aria per questo gas sono stati 38. S

ono numeri che devono spingere chi di dovere a intervenire velocemente e in modo efficace per la salute di tutti. E l’allarme per il benessere, che si trasforma in malessere (spesso anche grave), arriva anche dall’Ospedale di Cremona, dal reparto di pneumologia, dove ormai non bastano più i letti a disposizione per contenere i ricoveri a causa di bronchiti, infiammazioni alle vie respiatorie. Un boom di richieste di cure imputabile anche allo smog.

Federica Bandirali

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