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'Ndrangheta, Aemilia:
71 imputati: chieste
pene fino a vent'anni

Processo Aemilia. I pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, che rappresentano l’accusa contro i clan della ‘ndrangheta, hanno chiesto pene “esemplari”, in alcuni casi fino a 20 anni di carcere, per i 71 imputati nel procedimento che si celebra a Bologna.

Processo Aemilia. I pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, che rappresentano l’accusa contro i clan della ‘ndrangheta, hanno chiesto pene “esemplari”, in alcuni casi fino a 20 anni di carcere, per i 71 imputati nel procedimento che si celebra a Bologna.
Al centro dell’inchiesta, che a gennaio 2015 portò a decine di arresti in tutta la regione, un’organizzazione criminale che, seppur legata alla famiglia Grande Aracri di Cutro, agiva con forza autonoma. Ma gran parte dei vertici dell’associazione hanno optato per l’abbreviato, mentre altri 167 imputati saranno giudicato con un processo ordinario che avrà inizio a Reggio Emilia a marzo prossimo. Tra coloro che sono accusati di essere ai vertici dell’organizzazione mafiosa, anche Antonio Gualtieri, Romolo Villirillo e Francesco Lamanna, attivi a Cremona e Castelvetro Piacentino. Per loro i pm hanno chiesto rispettivamente 18 anni, 17 anni e 8 mesi, 16 anni e 8 mesi. Per due dei promotori, Nicolino Sarcone e Alfonso Diletto e per due organizzatori, Giuseppe Giglio e Antonio Silipo, c’è stata la richiesta di 20 anni di reclusione. Tra gli accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, 13 anni e 8 mesi sono stati chiesti per la fiscalista bolognese Roberta Tattini, 12 anni per il consigliere comunale Fi a Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani. Pene lievemente più basse per altri associati: Giuseppe Richichi (16 anni), Giulio Giglio (15 anni e 8 mesi), Donato Agostino Clausi (15 anni), Salvatore Cappa (14 anni e due mesi), Roberto Turrà (14 anni), Giuseppe Pallone (13 anni e 4 mesi), Francesco Frontera e Alfonso Martino (12 anni e 8 mesi), così come per Domenico Mesiano, poliziotto ed ex autista del questore di Reggio Emilia; 12 anni e 4 mesi per Pasquale Battaglia, 12 per Michele Colacino, Selvino Floro Vito e Francesco Lepera. Dodici anni sono stati chiesti anche per Nicolino Grande Aracri, ritenuto il punto di riferimento della Cosca, ma che nel processo “Aemilia” non risponde di associazione a delinquere di tipo mafioso. Tredici anni sono stati chiesti inoltre per un altro poliziotto, Antonio Cianflone, 14 anni per il giornalista Marco Gibertini, 12 anni per Fulvio Stefanelli (marito di Tattini) e sei anni per Giovanni Paolo Bernini, ex assessore Pdl del Comune di Parma. La pena più bassa chiesta è stata di 10 mesi. Ora la parola passerà alle parti civili, poi alle difese. La sentenza è prevista tra fine febbraio e inizio marzo.

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