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Per la Quaresima di Carità
forte impegno per
Casa di nostra Signora

Una Quaresima di carità dai risvolti molto concreti, quella presentata oggi in Curia. La Diocesi si concentra sul problema femminile, e sulla realizzazione di Casa di Nostra Signora, una struttura che funziona a servizio delle giovani fin dalla metà del Novecento ma che ora verrà ripensata secondo le esigenze attuali. Una cinquantina di posti che saranno dedicati alle donne in condizioni di fragilità e disagio.

“In questi primi giorni qui a Cremona sto scoprendo un territorio in grande fermento, con una notevole quantità di opere di carità” ha detto il vescovo monsignor Antonio Napolioni, alla sua prima conferenza stampa ufficiale. “La Quaresima sia allora occasione per risvegliare in noi l’impegno verso gli altri”. La realtà della casa, secondo il vescovo, “è centrale: non è solo un bene da proteggere e preservare, ma indica il luogo del cuore”.

La Casa di Nostra signora, donata alla Diocesi dall’istituto secolare delle Oblate di Nostra Signora del Sacro Cuore, si trova in via Ettore Sacchi e sarà inaugurata in occasione della festività di Sant’Omobono, il 13 novembre 2016. L’appello che viene fatto a tutta la comunità cristiana cremonese, in occasione della Quaresima, è quella di aiutare nella realizzazione di quest’opera. L’aiuto, da parte di singoli o di parrocchie, potrà avvenire in tre direzioni, che sono poi, come ha spiegato Paola Bignardi (referente del Tavolo Rosa), le tre direttrici del progetto, “che mira all’autonomia della donna”. La prima è l’abitare: si dovranno acquistare infatti i pezzi per arredare le camere doppie o i mini alloggi previsti nella struttura. Ci saranno ovviamente lettini per l’infanzia in caso di donne con figli e tutto quello che sarà necessario per accudire il bambino. La seconda è lavorare: la casa avrà una cucina ad uso professionale destinata alle donne che impareranno a cucinare, ma anche un laboratorio di sartoria e magari anche di lavanderia. La terza è l’educare: ci sarà da arredare una sala studio/biblioteca, per riunioni, momenti di studio e di confronto. “Casa di nostra Signora ha una storia antica e già le Oblate portavano avanti progetti sull’emancipazione femminile quando questa non era ancora di moda”.

La struttura si configura come uno spazio che sia strettamente legato al territorio e quindi accessibile anche dall’utenza esterna, soprattutto residenti del quartiere, che potranno usufruire di servizi quali il doposcuola, lo spazio infanzia, la sala polivalente, ecc. E di fondamentale imortanza sarà l’Osservatorio Diocesano della donna, che nascerà proprio da questa esperienza, partendo dal ‘Tavolo Rosa’, che riunisce le associazioni del territorio che si occupano di promozione della donna e che è stato attivo fin dall’inizio del progetto.

“Quella delle donne è una delle realtà che più interpella il territorio e le istituzioni ecclesiastiche e sociali; tuttavia i servizi a favore degli uomini sono sempre stati più diffusi” spiega don Antonio Pezzetti, direttore della Caritas. “Per questo motivo ci siamo presi a cuore questo progetto, che ci consentirà di fornire risposte concrete. Vogliamo creare un ambiente educativo e accogliente, dove poco alla volta possano raggiungere una propria autonomia. Non dimentichiamo che recentemente proprio nella nostra città si è consumato un femminicidio: una donna è stata strangolata dal marito. Sono problemi concreti e sono solo la punta dell’icebearg di una situazione diffusa anche sul nostro territorio”.

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IL MESSAGGIO DEL VESCOVO PER LA QUARESIMA

A pochi giorni dall’inizio del mio servizio pastorale tra voi, il segno antico e provocante delle ceneri ci introduce tutti nella Quaresima, che non è un tempo triste, ma stupendo e potente: tempo di più intenso incontro con il Dio di ogni misericordia, in cammino verso la Pasqua del suo Figlio Gesù. Sono felice di viverlo ora con voi.
La nostra Caritas diocesana pone all’attenzione di tutti l’impegno di completare la “Casa di Nostra Signora del Sacro Cuore” a Cremona. Mi ha colpito questo nome, ho riflettuto un po’ su questo fatto, e ne ho tratto tre parole che, brevemente, voglio sottolineare nel dialogo con ciascuno di voi, fratelli e sorelle che sto cominciando a conoscere e ad amare nel nome del Signore. Le tre parole sono: Chiesa, cuore, casa.

Chiesa. Nostra Signora è Maria, immagine e madre della Chiesa. In qualche modo, la Chiesa stessa, è sposa e Signora. Chiesa significa assemblea, convocazione, popolo radunato da una Parola accolta intimamente da ciascuno dei suoi membri, come una vocazione rivolta a me, a te, a tutti: “Seguimi, vieni e vedi, rimani nel mio amore… conoscerai il Padre”. Non è solo la parola di un Maestro, ma l’invito di un Amico; la Parola eterna e creatrice di Dio che si fa incontrare in Gesù, vivo oggi e sempre in mezzo a noi.
Certo, Chiesa è anche il fatto visibile del cristianesimo condiviso in comunità, nella Chiesa cattolica, ed in altre comunità cristiane con cui stanno crescendo il dialogo e la comunione. Una realtà universale e locale, riconoscibile nel Papa e nei Vescovi, come nella vita di ogni parrocchia e gruppo di credenti.
Anche la famiglia, fondata sul dono sacramentale del matrimonio, è piccola Chiesa, Chiesa domestica, trama delle relazioni quotidiane, faccia a faccia, che ci hanno formato e ci umanizzano.
Può capitare che la nostra esperienza di Chiesa non sia sempre gioiosa e vitale. Perché? Come fare per riscoprirla, in questa Quaresima, come dono prezioso per la nostra esistenza?
Propongo una via: l’ascolto condiviso del Vangelo. Siamo con-vocati, uniti non dalle nostre simpatie o affinità, ma dalla Notizia della salvezza, data gratuitamente al mondo, a cominciare dai più piccoli e dai peccatori. Siamo gente scossa dalla gioia del Vangelo, che diventa giorno dopo giorno il nostro tesoro. La Quaresima è tempo propizio per assaporarne la luce, che rischiara la mente e l’anima. Scrive Papa Francesco: “la Quaresima di questo anno Giubilare sia vissuta più intensamente come momento forte per celebrare e sperimentare la misericordia di Dio. Quante pagine della Sacra Scrittura possono essere meditate nelle settimane della Quaresima per riscoprire il volto misericordioso del Padre!”.

Cuore. Quaresima: tempo speciale di ascolto, di silenzio e di meditazione, di deserto, in cui aprire il cuore alla Verità che libera, a Gesù che parla oggi, con lo stesso fascino di allora. Arricchito delle innumerevoli storie di santità, antiche e moderne, che ce lo rendono attuale. I vangeli di ogni domenica ci racconteranno della pazienza di Dio, del Suo amore folle per i malati nel corpo e nello spirito, della gratuità del perdono.
Regaliamoci tempi di silenzio, lettura, meditazione appassionata del Vangelo, magari davanti al crocifisso (permettetemi un ricordo: lo facevamo nella mia parrocchia ogni martedì e venerdì mattino, in Quaresima, dalle 7 alle 8). L’ascolto di Dio potrà riaprirci ad un più attento ascolto di noi stessi, senza paura di scendere nelle profondità del nostro cuore, dove il buio sconcerta, e dove il vuoto diviene invece spazio per la Sua presenza. Ci sentiremo dire, laggiù: “Non temere, sono io… che ti prendo per mano”.
È il Cuore di Gesù che si spalanca su di noi. E ci attira a osare una filiale fiducia nella sua grazia: il sacramento della Riconciliazione ci farà sperimentare la tenerezza di Dio e la festa del perdono, se ci lasceremo lavare i piedi da Colui che si dona per la vita del mondo. Parrocchie e santuari offrano con coraggio tempi prolungati di ascolto e cura delle tante sofferenze delle nostre anime. Nell’”ospedale da campo” della nostra Chiesa, cuori che sanguinano torneranno a battere e a gioire. E sarà Giubileo davvero, con le lacrime del pentimento che diventano luogo di risurrezione. Perché “è immensa la misericordia di Dio” (Ef 2,4).

Casa. Umilmente, il Figlio di Dio è venuto ad abitare tra noi, scegliendo la carne viva degli uomini come sua dimora. Nel grembo e nelle braccia di Maria, “Nostra Signora del Sacro Cuore”, Gesù matura la sua affettività, linguaggio umano del mistero di Dio carità. Impara l’alfabeto dell’accoglienza e lo stile della condivisione.
La casa è necessità essenziale della vita delle persone. Anche simbolicamente, quanto è importante sapere “dove sto di casa”, vivendo con gratitudine le mie radici e con positività le relazioni in cui sono immerso. Tutti abbiamo bisogno di percepire la comunità cristiana come casa accogliente, come “famiglia di famiglie”, aperta soprattutto a chi è più solo e svantaggiato.
La Quaresima 2016, nella nostra diocesi, sarà un cammino di ascolto e di conversione del cuore, con un frutto visibile anche sul piano caritativo e sociale. Il secolare Istituto delle Oblate di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù ha donato la casa di via Ettore Sacchi alla Diocesi, affinché diventi il punto di riferimento di una sempre maggiore attenzione di tutto il territorio cremonese alla condizione femminile. Perché da una vera attenzione alla donna dipende gran parte del nostro futuro, come avremo modo di approfondire in altre occasioni.
E’ una meta da raggiungere insieme, abitando, educando e lavorando con le associazioni, le organizzazioni e le istituzioni che con coraggio si prodigano per la tutela e la promozione delle donne. Riprendendo gli stimoli del Papa, secondo cui “qualsiasi vita si decide sulla capacità di donarsi”, la Casa diventerà una palestra per la pratica dell’ospitalità, anche culturale, di cui c’è urgenza per una convivenza sana e proficua “in questo nostro tempo che chiede di vivere i problemi come sfide e non come ostacoli”.
Ogni parrocchia, ogni gruppo, ogni cristiano, si lasci educare dal Vangelo, e trasformare dalla Croce, per farsi attivamente partecipe di questo progetto, donando con amore e con fiducia ogni energia, piccola o grande, sempre tendendo alla felicità di chi ci sta accanto.
Se nella Quaresima faremo più spazio alla sobrietà, oltre a restituire libertà a noi stessi, faremo “casa” in un cuore dilatato dalla carità, che è la vera anima di ogni relazione.

Vi affido questi pensieri, disponibile a parlarne coi sacerdoti e con le comunità, nelle occasioni di incontro e di preghiera che ci vedranno camminare insieme. Maria stessa ci insegnerà la beatitudine di chi ascolta la Parola e la mette in pratica.    
Vi assicuro la mia preghiera quotidiana, e ogni benedizione del Signore.

Laura Bosio

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