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Chiesa di Sant’Omobono:
cadono frammenti dagli
affreschi settecenteschi

Alcuni pezzi di affreschi di epoca settecentesca si sono staccati dalle volte della chiesa di Sant'Omobono. Quel piccolo tempio originariamente dedicato a Sant'Egidio e poi a Sant'Omobono, è di nuovo malato.
Foto Sessa

Alcuni pezzi di affreschi di epoca settecentesca si sono staccati dalle volte della chiesa di Sant’Omobono. Quel piccolo tempio originariamente dedicato a Sant’Egidio e poi a Sant’Omobono, di inizio medioevo nell’isolata piazzetta che porta il nome della chiesa, è di nuovo malato. L’umidità affligge questo meraviglioso tempio in centro città. Poco più di due anni fa erano già stati eseguiti degli interventi sulla facciata, in particolare i lavori avevano interessato il collegamento strutturale tra facciata e corpo centrale della chiesa per porre rimedio alla fessurazione che attraversano la navata centrale della chiesa impedendo così che l’edificio venga trascinato verso la piazza. Per evitare un ulteriore degrado furono inserite quelle che in gergo vengono chiamate ‘chiavi’. Inoltre si erano messi in sicurezza i pinnacoli che pendevano paurosamente, e restaurate le due statue (che raffigurano il patrono sant’Omobono e forse il vescovo Imerio, patrono secondario della città e della diocesi). Otto anni prima invece subirono un restauro le stupende decorazioni del tempio realizzate dai pittori Giovanni Battista Zaist e Giovanni Angelo Borroni. La chiesa, piccola perla medievale, nonostante gli acciacchi verrà riaperta come ogni anno il primo maggio per essere richiusa dopo le celebrazioni del giorno di Sant’Omobono, il 13 novembre. In attesa che il progetto di recupero degli affreschi danneggiati, presentato alla soprintendenza di Brescia, venga approvato, si stanno cercando fondi per porre rimedio a questa situazione. In vista della loro ricomposizione, l’idea sarebbe quella di garantire il 50% della cifra che serve dall’8 per mille e il resto da eventuale fondi messi a disposizione dalla parrocchia.

S.G

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