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Lgh-A2A: si va alla firma
ma con 'sospensiva' su
ristrutturazione debito Aem

Lgh e A2A domani dovrebbero firmare il primo step di accordi che porterà, prevedibilmente entro tre mesi, alla chiusura della joint venture. Ma resta l'incognita sulla ristrutturazione del debito Aem verso Lgh. Prevista una condizione sospensiva: l'asseverazione, da parte di un perito, della ristrutturazione del debito prima del closing.

Scenderebbe a 90-100 milioni di euro, contro gli annunciati 125, il valore delle quote di Lgh destinate a passare ad A2A, dopo la risposta positiva all’offerta vincolante avvenuta il 12 gennaio scorso. Una cifra ridimensionata a causa delle difficoltà emerse nella ristrutturazione del debito di Aem nei confronti di Lgh, pari a 29 milioni, situazione che ha rallentato la firma dei contratti, inizialmente prevista per fine gennaio, poi slittata di un mese e adesso posticipata a domani venerdì 4 marzo. Che la situazione sia grave, lo sostiene da tempo Marcello Ventura, consigliere d’opposizione di Fratelli d’Italia, il quale è convinto che tutta l’operazione sia funzionale ad avviare il progetto di snellimento delle partecipate auspicato dal governo di centrosinistra.

Domani, venerdì 4 marzo, secondo l’agenzia Radiocor ripresa dal Sole24Ore è in agenda la “firma della joint venture tra A2A e Lgh. L’intero schema dell’operazione – secondo quanto risulta a Radiocor Plus – sarebbe ormai definito e domani (quando scadrà  l’ultima proroga tecnica), salvo colpi di scena dell’ultima ora, la multiutility presieduta da Giovanni Valotti firmerà con i soci di Linea Group l’accordo di investimento con cui rileverà il 51% del capitale della stessa Lgh. Prima del closing, stimato tra circa tre mesi, l’operazione dovrà ricevere, come da prassi, il via libera dell’Antitrust. E’ prevista, inoltre, una condizione sospensiva: l’asseverazione, da parte di un perito, della ristrutturazione del debito di Aem Cremona, che dovrà arrivare anch’essa prima del closing. Aem Cremona detiene il 31% di Linea Group ma ha in bilancio ingenti passività che verranno ristrutturate attraverso un piano di risanamento, in bonis, ex articolo 67 della Legge fallimentare. Una procedura che si interseca con la firma della joint venture con A2A, perche’ proprio la cessione di quote Linea Group contribuira’ alla risistemazione del profilo debitorio della holding cremonese. Una volta firmato l’accordo di investimento, per A2A inizierà la fase due dell’operazione Linea Group, che prevede la stesura del piano industriale congiunto (con sinergie stimate al 10% del mol di Linea Group). Poi, nel giro di tre mesi (dunque in maggio), dovrebbe arrivare il closing con la cessione di quote alla multiutility lombarda dietro corrispettivo in parte cash e in parte azioni”.

VENTURA: SINDACO AMMETTA LE PROPRIE RESPONSABILITA’ – “Il debito di 29 milioni netti di AEM verso LGH – afferma oggi in un comunicato Ventura, che sul tema convocherà una Commissione di Vigilanza – costituisce un’enorme problema. Lo sapevano tutti, le 5 partecipate, la stampa locale, mezza stampa nazionale che ne aveva ampiamente dibattuto da mesi. Ma A2A ‘fingeva’ di non saperlo. (…) Venerdì 4 marzo 2016 è previsto il closing e si evince che A2A staccherà un assegno che oscilla tra i 90 e i 100 milioni di euro contro i 125 milioni, complici le cause sulle condizioni che i soci di LGH dovranno rispettare, compreso la ristrutturazione del debito di AEM Cremona per circa 32 milioni lordi e lo spegnimento del termovalorizzatore, come avevano stabilito alcuni analisti che hanno studiato l’offerta”. Secondo Ventura, se davvero cambieranno le variabili economiche, sarebbe però necessario un nuovo passaggio consigliare (l’ok all’operazione Lgh – A2A è avvenuto nella seduta di poco prima di Natale 2015). “Ricordo che Cremona – continua – ha votato un indirizzo che sarà completamente diverso da quello che si verificherà, perché verrà presumibilmente stralciata dagli accordi la chiusura dell’inceneritore entro il 2024”.

“E’ ora – conclude Ventura –  che il Quadriumvirato (Professore-Manzi-Siboni-Mazzini) ammetta le proprie responsabilità davanti ai cremonesi, prima magari di ammetterle davanti a Cantone ed alla Corte dei Conti. E la maggioranza, la sinistra, si stacchi da questa operazione indecente e stacchi la spina al Sindaco ed all’Assessore che dopo un’operazione così non meritano più il sostegno di alcuno”.

g.biagi

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